Nei giorni scorsi, a seguito di una segnalazione trasmessa dalle Guardie Particolari del WWF Italia ETS, i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Cremona hanno eseguito un intervento mirato al contrasto dei reati contro la fauna selvatica.
L’attività si è svolta in un’area rurale situata al confine tra le province di Bergamo e Cremona, nel territorio comunale di Soncino, sfruttando la maggiore vigilanza disposta in concomitanza con l’apertura della stagione venatoria. Gli operatori si sono imbattuti in una situazione ritenuta ad altissimo rischio per l’incolumità pubblica all’interno di un appostamento fisso per la caccia.
Minori armati e sequestro di fauna protetta
Nei pressi del capanno venatorio, i militari dell’Arma hanno sorpreso un undicenne che impugnava un fucile da caccia. Nelle immediate vicinanze si trovavano un dodicenne e un sessantanovenne, identificato come il nonno dei due ragazzi e titolare di regolare licenza.
Dagli accertamenti è emerso che l’adulto aveva affidato ai minori un fucile semiautomatico calibro 12 già carico e pronto all’uso. L’ispezione della struttura ha inoltre permesso di rinvenire tre dispositivi elettroacustici vietati, utilizzati come richiamo acustico per il colombaccio, e sei esemplari abbattuti di avifauna appartenenti a specie particolarmente protette dalla normativa nazionale ed europea, nello specifico tre prispoloni, due balie nere e un culbianco.

Provvedimenti giudiziari e denunce all’autorità
Al termine delle operazioni, i Carabinieri forestali hanno proceduto al sequestro penale di tre fucili, diciotto cartucce, dei richiami acustici e della fauna abbattuta. Il nonno dei minori è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per omessa custodia e affidamento di armi a minori, oltre che per l’utilizzo di mezzi di caccia non consentiti e l’abbattimento di specie protette. La polizia giudiziaria ha inoltre informato la Procura minorile competente per i provvedimenti di competenza.