Nuova puntata "Codacons denuncia Ferragni"

Il Codacons denuncia video di Chiara Ferragni e Baby K: “Pubblicità occulta”

Nel video di "Non mi basta più", hit della scorsa estate, vi sarebbero riferimenti a un marchio noto di prodotti per capelli.

Il Codacons denuncia video di Chiara Ferragni e Baby K: “Pubblicità occulta”
Cremona, 05 Novembre 2020 ore 11:09

Nuova puntata della serie Codacons denuncia i Ferragnez. Questa volta nel mirino dell’associazione dei consumatori è finito il videoclip “Non mi basta più” inciso la scorsa estate insieme a Baby K.

Chiara Ferragni denunciata dal Codacons per il video di “Non mi basti più”

La hit estiva “Non mi basta più” di Chiara Ferragni e Baby K finisce denunciato dal Codacons all’Antitrust. Secondo l’associazione dei consumatori nel videoclip sarebbe stata inserita della pubblicità occulta, cosa non consentita dalla recente pronuncia dell’Autorità secondo cui anche i videoclip musicali devono sottostare alle regole sul product placement. Gli artisti sono quindi obbligati a dichiarare in modo trasparente la presenza di marchi e prodotti a scopo commerciale nei video delle loro canzoni.

Pubblicità occulta

Il videoclip in questione invece, secondo il Codacons, non solo presenterebbe a più riprese i prodotti di un noto marchio per la cura dei capelli, ma verrebbe addirittura menzionato il nome dell’azienda produttrice.

Proprio per questo motivo l’associazione, alla luce delle recenti decisioni dell’Antitrust, “presenterà un esposto per la concorrenza in cui si chiede di aprire un procedimento sia contro il videoclip in questione, sia contro la canzone di Baby K e Chiara Ferragni, valutando l’obbligo per le emittenti radiofoniche e televisive di censurare il brano nella parte in cui sponsorizza il noto marchio commerciale”.

La blasfemia e l’acqua venduta a 8 euro

Non è la prima volta che Chiara Ferragni è nel mirino del Codacons. L’ultima denuncia in ordine di tempo risale allo scorso mese di settembre quando la nota influencer cremonese aveva postato sul suo profilo social una fotomontaggio che la ritraeva nei panni della Madonna. Il Codacons allora l’aveva accusata addirittura di blasfemia e di avere offeso il comune sentimento religioso.

Due anni fa, invece, il Movimento dei consumatori si era già scagliato contro l’influencer per il costo dell’acqua firmata dall’imprenditrice cremonese e venduta a 8 euro.

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