Nel Mantovano e province limitrofe

Finti avvocati e carabinieri truffano anziani: un giro d’affari di migliaia di euro al mese

In manette sono finiti due pluripregiudicati.

Finti avvocati e carabinieri truffano anziani: un giro d’affari di migliaia di euro al mese
Cronaca Cremona, 10 Dicembre 2020 ore 12:34

Finti avvocati e carabinieri raggirano anziani creando un giro d’affari di migliaia di euro al mese. Una vicenda che arriva dalla vicina provincia di Mantova, ma che vede coinvolte anche le province limitrofe. A raccontarla sono i colleghi di Prima Mantova.

Finti avvocati e carabinieri truffano anziani

Questa mattina all’alba, al termine di una complessa e articolata indagine sulle truffe seriali agli anziani note come “finto avvocato/finto Carabiniere”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Mantova, gli uomini della Squadra Mobile e del Nucleo Operativo Radiomobile dell’Arma dei Carabinieri di Mantova hanno dato esecuzione all’Ordinanza con cui il G.I.P. del Tribunale di Mantova, su richiesta del Pubblico Ministero della Procura, che ha disposto la custodia cautelare in carcere di P.D.M, di anni 51, e l’obbligo di dimora nel comune di Carpi di A.C. 40enne, entrambi pluripregiudicati per reati contro il patrimonio.

I due sono accusati di aver commesso, tra il 16 ottobre 2019 e il 7 agosto 2020, nella Provincia di Mantova ed in altre Province limitrofe, 2 truffe e 8 tentate truffe pluriaggravate a danno di persone anziane, delle quali alcune in concorso tra loro, unitamente ad altri complici ancora da individuare.

I due truffatori, infatti, approfittando dell’avanzata età delle vittime generavano in loro l’erroneo convincimento, tramite la telefonata da parte di un complice, di dover versare denaro in contante ovvero consegnare monili preziosi ad uno dei due criminali che si presentava nelle loro abitazioni causando alle vittime ingenti danni economici e psicologici.

Rubati non solo monili e contanti.. anche oro

I due pregiudicati, infatti, oltre ad aver truffato una rilevante somma di denaro contante e di oggetti preziosi, in uno degli episodi avvenuti nel luglio scorso a Mantova, erano riusciti a farsi consegnare dalla vittima un lingotto d’oro del peso di 100 grammi, 4 monete dello stesso metallo prezioso ed un orologio di una prestigiosissima marca svizzera.

L’attività investigativa

Le azioni truffaldine dei due complici, dimostrate senza ombra di dubbio grazie ad un’articolata attività info-investigativa avviata a seguito delle prime denunce effettuate dalle vittime negli Uffici della Questura, ha impegnato gli investigatori della Squadra Mobile ad esaminare decine di tabulati telefonici per ogni episodio e sviluppando le risultanze dei connessi traffici di cella in modo da poterle ricollegare tra loro. Si è così concretizzato un raggiro, a danno di persone particolarmente anziane, colpite da una banda di truffatori con base nella città di Napoli, secondo un consolidato modus operandi.

Il modus operandi

Il cosiddetto “telefonista”, consultando gli elenchi telefonici pubblici, contattava la potenziale vittima, raccontandole di un incidente ovvero un problema con la giustizia nel quale un suo parente stretto sarebbe rimasto coinvolto, che si sarebbe risolto solo previa consegna di una cospicua somma di denaro ad un sedicente avvocato che di lì a poco avrebbe suonato alla porta. Mentre il “telefonista” rimaneva al telefono con la vittima per non consentirle di comprendere il raggiro o contattare il familiare in stato fermo presso una vicina Caserma dei Carabinieri, si recava a farsi consegnare dal malcapitato il denaro contante ed i preziosi presenti in casa, per poi dileguarsi rapidamente.

Un giro d’affari illecito di svariate decine di migliaia di euro (al mese)

La professionalità nel commettere il reato e l’ampio raggio d’azione sul territorio nazionale, dimostrata dai due pluripregiudicati, porta a stimare come attendibile un giro d’affari illecito di svariate decine di migliaia di euro al mese. Ulteriori indagini sono tuttora in corso per attribuire a costoro ulteriori episodi e individuare gli ulteriori complici.

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