La Vanoli Cremona ritrova ossigeno e morale al Palaradi, superando Reggio Emilia in uno scontro diretto che valeva pesantissimo per la corsa salvezza. Una vittoria sofferta, costruita sulla difesa e sulla compattezza del gruppo, che interrompe la serie negativa e riapre scenari inattesi in chiave Final Eight.
di Marco Ravara
Il giusto impatto difensivo
La Vanoli Cremona era praticamente obbligata a vincere davanti al pubblico amico del Palaradi contro l’Unahotels Reggio Emilia diretta concorrenti alla salvezza. I cremonesi hanno interrotto la serie negativa di cinque “dischi rossi” consecutivi, superando i reggiani 71-67. Come era prevedibile, è stato un confronto duro ed acceso in cui, le due contendenti, consapevoli dell’importanza della posta in palio, non hanno mai mollato.
Gli ospiti a Cremona erano privi di Michele Vitali per infortunio alla caviglia. Cremona ha avuto il giusto impatto difensivo, ancora di salvezza quando si è in difficoltà. Fondamentale l’amalgama di gruppo, che ha saputo “resistere” alla “pressione del match”. Anigbogu, probabilmente sta sul parquet un po’ poco. I falli lo condizionano sempre. Con questo successo addirittura la Vanoli Cremona ritorna in corsa per le Final Eight di febbraio a Torino.
Cremona gioca con carattere e determinazione
La Vanoli è disciplinata e fa girare bene il pallone in attacco. Jones brilla da 3 punti. I locali subiscono canestri dai “post-bassi” avversari ma replicano bene in attacco e 10-10. Reggio Emilia fa valere la sua forza, mette in difficoltà i biancoblù che, in svantaggio 10-18, reagiscono con le “triple” di Grant e Veronesi e 18-22 al 10’.
La seconda frazione è molto fisica e fa uscire “l’anima delle due squadre” che combattono a denti stretti. La partita è molto tattica ed equilibrata. Nessuna delle due riesce ad allungare: 37-36 all’intervallo. Anigbogu 3 falli. La terza frazione inizia con “doppietta” di Willis da tre punti che dà 5 punti di margine. Anigbogu 4 falli. Senza lunghi Cremona è più debole.
Ne approfitta Reggio Emilia con un parziale aperto di 7-0 e nuova parità 45-45. Nel finale Cremona segna canestri importanti e “lavora bene” in difesa: 52-47. Cremona gioca con carattere e determinazione 60-51 al 35’, non permettendo agli emiliani di rientrare. I locali hanno l’inerzia dalla loro parte e la tengono stretta. Ndiaye, dopo sette errori, centra una tripla vitale: 70-58 al 38’. La compagine di coach Priftis perde lucidità e vigore e non rimonta più.