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La Vanoli sfiora l'impresa ma cede 73-80 alla Happy Casa Brindisi

I biancoazzurri hanno pagato la mancanza di lucidità nelle azioni decisive del match.

La Vanoli sfiora l'impresa ma cede 73-80 alla Happy Casa Brindisi
Sport Cremona, 24 Ottobre 2021 ore 16:51

La Vanoli Cremona ha sfiorato l’impresa di battere l’Happy Casa Brindisi, attuale inseguitrice della coppia di testa Armani Milano-Virtus Segafredo Bologna.

La Vanoli cede 73-80 alla Happy Casa Brindisi

Ieri, sabato, al PalaRadi ha ceduto 73-80  praticamente nell’ultimo minuto. I biancoazzurri hanno pagato la mancanza di lucidità nelle azioni decisive del match, proprio alla fine della disputa. In precedenza, Cournooh e compagni erano stati “dominati” dai pugliesi soprattutto a rimbalzo, dove il solo McNeace ha lottato per contrastare Nick Perkins ed altri lunghi. Questi in attacco hanno catturato 14 rimbalzi contro i 7 dei padroni di casa.

Brindisi all’inizio del terzo periodo era in testa di 15 lunghezze, ma la Vanoli Cremona difendendo meglio rispetto ai primi due periodi  e con canestri importanti, in sei minuti è rientrata in partita a meno 6. Dopo un altro allungo degli ospiti nel corso dell’ultimo quarto,  le “triple” di Harris e Miller hanno fruttato due volte il pareggio a sessanta secondi dal termine.

Un errore al tiro di Perkins vede il rimbalzo catturato da un compagno che serve il pallone ad Adrian che centra la tripla. La successiva di Miller non va a segno e due tiri liberi di Zanelli chiudono il discorso.

Peccato davvero per il team di Galbiati che, pur non meritando, avrebbe anche potuto farcela ad ottenere la vittoria. Ancora assente per problemi al polpaccio Poeta che in settimana conoscerà l’effettivo stato dell’infortunio dopo specifici esami. McNeace ha accusato  un problema muscolare e verrà attentamente valutato dai sanitari.

Due vittorie in cinque gare per il sodalizio del presidente Aldo Vanoli che è in perfetta media salvezza. Domenica all’ora di pranzo, insidiosa trasferta a Reggio Emilia contro la UnaHotels di coach Attilio Caja.

Marco Ravara