Rimborsopoli, Toninelli: “Orgoglioso di aver restituito quasi 150mila euro”

"Se avessi tenuti i soldi ora non avrei un mutuo da pagare..."

Rimborsopoli, Toninelli: “Orgoglioso di aver restituito quasi 150mila euro”
22 Febbraio 2018 ore 18:02

Rimborsopoli Cinque Stelle, l’onorevole cremasco Danilo Toninelli: “Orgoglioso di aver restituito quasi 150mila euro”.

Rimborsopoli Cinque Stelle

Lo scandalo sui rimborsi che ha travolto il Movimento Cinque Stelle è arrivato anche a Crema. Nei giorni scorsi gli attacchi sono stati diretti anche nei confronti dell’onorevole Danilo Toninelli che si è difeso snocciolando anche qualche numero.

“Tutto falso. Dal 2013 ad oggi ho restituito 147.056,47 euro tra stipendi dimezzati, diarie restituite e indennità di carica rifiutate. Se li avessi tenuti oggi potrei essere proprietario dell’appartamento in cui vivo con la mia famiglia, invece di avere un mutuo da pagare come tutti. Sono felice ed orgoglioso di averlo fatto”.

Una promessa mantenuta

La promessa di girare i rimborsi nel fondo di microcredito per Toninelli è stata mantenuta “perché la politica prima di tutto deve dare il buon esempio”. La lotta dei pentastellati è diretta contro “tutti quegli eccessi che hanno trasformato i politici in una casta di privilegiati intoccabile e lontana dai bisogni dei cittadini che dovrebbero rappresentare, gettando discredito sulle istituzioni democratiche”.

Abbiamo sostenuto spese per il nostro lavoro

“Quelle spese per il mio lavoro (pagate con il trattamento retributivo da parlamentare, ndr) , che comprendono incontri, viaggi, spostamenti, collaborazioni professionali e consulenze sono state spese di lavoro per la buona politica, quella finalizzata al bene comune, che mi hanno consentito di interfacciarmi con i gli interessi di categorie e associazioni, di essere vicino alle battaglie necessarie per il mio territorio e di dare un contributo alla realizzazione di traguardi che definisco storici, tra i quali il salvataggio della Costituzione dello scorso 4 dicembre, ma anche a piccole grandi battaglie di civiltà come quella delle leggi per il whistleblowing, per il testamento biologico e anche quella, purtroppo non andata oltre la mia Camera di appartenenza, per l’abolizione di uno di quegli assurdi privilegi che sono i vitalizi”.

La vera rimborsopoli

Dopo l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti nel 1993 sono passati appena otto mesi prima che questo venisse reintrodotto sottoforma di rimborsi elettorali. Lo scopo di questi rimborsi doveva essere appunto quello di rimborsare i partiti per la loro attività politica. Dal 1994 al 2015, però, è stato certificato che dei quasi 2
miliardi e mezzo di euro destinati ai partiti per questo scopo, quelli effettivamente utilizzati per i rimborsi dell’attività politica sono stati solo 726 milioni di euro.

“Un buco di 1,75 miliardi di euro trattenuti dai partiti senza giustificazione. Questa è la vera rimborsopoli – ha concluso – Il M5S invece ha restituito tra somme devolute e rimborsi non richiesti novanta milioni di euro, che hanno contribuito al finanziamento di oltre settemila imprese, che hanno creato 17mila posti di lavoro”.

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