ECONOMIA

Imprese a Cremona: fine 2025 in sostanziale tenuta, crescono le società di capitali

Saldo positivo tra aperture e chiusure e tasso di crescita dello 0,01%. In calo l’artigianato e i settori tradizionali, segnali di dinamismo da istruzione, finanza e attività professionali

Imprese a Cremona: fine 2025 in sostanziale tenuta, crescono le società di capitali

A fine 2025 il tessuto imprenditoriale cremonese mostra una sostanziale stabilità, con un lieve saldo positivo di imprese e una crescita trainata dalle società di capitali. Persistono però criticità nei settori tradizionali e nell’artigianato, a fronte di segnali positivi da istruzione, finanza e attività professionali.

Imprese: dati ultimi trimestre 2025

I dati relativi alla natimortalità delle imprese nei tre territori di Cremona, Mantova e Pavia, relativi all’ultimo trimestre del 2025, elaborati dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio, mostrano una sostanziale stabilità, con una differenza tra iscrizioni e cessazioni di segno più per i territori di Cremona e Pavia, mentre Mantova vede una contrazione.

Complessivamente, la consistenza del Registro Imprese della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia ammonta a 107.917 aziende registrate a fine anno. Il tasso di crescita dei tre territori risulta pari al +0,02%, con un posizionamento in territorio positivo anche per la Lombardia (+0,36%) e per l’Italia (+0,17%). Nel panorama lombardo si evidenzia una netta suddivisione, con metà province in territorio positivo e l’altra metà con segno meno; ai vertici della classifica troviamo Milano, Lecco e Monza Brianza, mentre, in fondo, si collocano Mantova, in ultima posizione, Varese e Como.

Le imprese attive

Considerando le sole imprese attive, ovvero al netto delle posizioni che non hanno ancora avviato l’attività o l’hanno sospesa, oppure risultano sottoposte a procedure concorsuali, lo stock risulta pari a 96.641 imprese, in ripresa del +0,1% su base annua. Per l’Italia e la Lombardia si registra una variazione su base annua negativa, pari rispettivamente al -0,4% e al -0,2%.

Il comparto artigianale, che rappresenta circa un terzo del totale delle imprese iscritte alla Camera di Commercio, mostra nel quarto trimestre del 2025 un tasso di crescita negativo, pari al -1%, così come nel dettaglio dei tre i territori. Anche a livello nazionale e regionale emerge segno meno, con un valore pari rispettivamente al -0,1% e al -0,05%. A livello lombardo tutte le province si collocano in territorio negativo, con la sola eccezione di Milano e Monza Brianza.

“I dati di fine anno restituiscono l’immagine di un tessuto imprenditoriale che, pur in un contesto complesso, mostra una buona capacità di tenuta complessiva”, sostiene il Presidente Gian Domenico Auricchio. “Il processo di trasformazione in atto da oltre un decennio continua a emergere con chiarezza, in particolare attraverso il cambiamento della struttura giuridica delle imprese, con una crescita delle società di capitali a fronte di una progressiva riduzione delle forme tradizionali. Si tratta di un’evoluzione che segnala un orientamento verso modelli imprenditoriali più strutturati e organizzati. Permangono tuttavia elementi di attenzione, soprattutto per il comparto artigianale, che continua a rappresentare un pilastro identitario ed economico dei nostri territori. Occorre comunque tenere conto del rallentamento tipico dell’ultima parte dell’anno, legato anche alle operazioni di aggiornamento del Registro delle Imprese e alle cancellazioni d’ufficio, che incidono sui risultati di chiusura. In questo scenario è fondamentale proseguire con politiche mirate di sostegno, capaci di accompagnare le imprese nei percorsi di trasformazione e rafforzarne competitività e resilienza, affinché il sistema produttivo continui a svolgere il suo ruolo centrale nello sviluppo economico dei territori”.

Gian Domenico Auricchio

I dati in provincia di Cremona

Entrando nel dettaglio, relativamente alla provincia di Cremona, il tasso di crescita risulta pari al +0,01%, con un saldo tra aperture e chiusure pari a +2 unità, per un totale di 27.664 imprese registrate a fine anno. Considerando le forme giuridiche, mostrano valori in crescita le società di capitali (+0,7%) e le ditte individuali (+0,1%), mentre emerge una contrazione per le “altre forme” (cooperative e consorzi), con un -0,1%, e per le società di persone (-1,1%). Considerando le sole imprese attive lo stock risulta pari a 24.815 imprese, in ripresa del +0,27% su base annua.

L’analisi delle attività economiche della provincia cremonese evidenzia complessivamente una contrazione, inferiore all’1%, ma diffusa nella gran parte dei settori economici tradizionali: agricoltura (-0,35%), attività manifatturiere (-0,37%), commercio (-0,72%), costruzioni (-0,33%), servizi di alloggio e ristorazione (-1,03%), attività immobiliari (-0,92%), attività artistiche sportive e di divertimento (-0,43%) e attività di servizi alla persona (-0,25%). Mostrano, al contrario, un trend positivo le attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,1%), l’istruzione (+3,4%) e le attività finanziarie e assicurative (+0,78%).

Il comparto artigianale cremonese mostra, nel quarto trimestre dell’anno, un leggero calo, con un tasso di crescita pari al -0,09% e un saldo negativo tra aperture e chiusure di 7 unità, per un totale di 7.911 imprese registrate a fine 2025.

Nel dettaglio dei settori principali nei quali opera l’artigianato cremonese, si evidenziano contrazioni nelle attività manifatturiere (-0,29%), nelle costruzioni (-0,32%), nel commercio (-5,41%), nelle attività di alloggio e ristorazione (-2,58%) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (-0,7%). Segno più, invece, per il trasporto ed il magazzinaggio (+1,77%) e per le altre attività di servizi (+0,3%).