ECONOMIA

Cresce la cassa integrazione a Cremona: oltre 2,6 milioni di ore nel 2025

Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria aumenta del 49,3%, mentre quella straordinaria crolla. Zaffanelli (Cisl): “Un’opportunità per formazione e riqualificazione dei lavoratori”

Cresce la cassa integrazione a Cremona: oltre 2,6 milioni di ore nel 2025

Nel 2025 a Cremona aumenta del 49,3% la cassa integrazione ordinaria, segnalando un rallentamento produttivo senza però crisi aziendali. La Cisl invita a sfruttare questo periodo per formazione e riqualificazione dei lavoratori.

Cresce la cassa integrazione a Cremona

Nel 2025 la provincia di Cremona registra un significativo aumento delle ore di cassa integrazione, con un incremento complessivo del 16,9% rispetto all’anno precedente. A spingere verso l’alto questo dato è soprattutto la cassa integrazione ordinaria, che supera i 2,6 milioni di ore, segnando un +49,3% rispetto al 2024. Al contrario, la cassa integrazione straordinaria subisce un drastico calo, riducendosi di oltre il 90%.

Le imprese reggono ma frenano gli investimenti

Ivan Zaffanelli, segretario generale della Cisl Asse del Po, descrive la situazione come una fase di attesa in un territorio che mantiene comunque una solida base industriale.

“La produzione tiene, ma spesso si ferma; le imprese non chiudono, ma adottano un atteggiamento prudente, rallentando gli investimenti”, spiega Zaffanelli.

Questo comportamento, se protratto, potrebbe trasformarsi in un freno strutturale per l’economia locale.

Ivan Zaffanelli, segretario generale della Cisl Asse del Po

Il costo sociale

L’aumento della cassa integrazione interessa in particolare settori strategici per l’economia cremonese, come la meccanica, la chimica-plastica e l’alimentare. Tuttavia, questa situazione ha un costo sociale importante:

“Ogni lavoratore in cassa integrazione perde circa il 20% del reddito netto”, sottolinea Zaffanelli, evidenziando come la precarietà prolungata pesi sulle famiglie e sulla coesione sociale del territorio.

Cassa integrazione come leva per la formazione

Per affrontare questa fase di rallentamento, la Cisl propone di governare la cassa integrazione attraverso la contrattazione e di accompagnarla con percorsi di formazione e riqualificazione professionale.

I periodi di sospensione devono diventare un’occasione per rafforzare le competenze dei lavoratori e prepararli alla ripresa”, conclude Zaffanelli, auspicando un utilizzo strategico di questo strumento per il futuro del lavoro a Cremona.