ECONOMIA

Cremona, cresce il numero delle imprese: nel secondo trimestre 2026 saldo positivo di 123 aziende

Il Registro Imprese sale a quota 27.696, con un tasso di crescita dello 0,45%. Bene anche l’artigianato, che registra un aumento dello 0,39%

Cremona, cresce il numero delle imprese: nel secondo trimestre 2026 saldo positivo di 123 aziende

Nel secondo trimestre 2026 il tessuto imprenditoriale di Cremona registra una ripresa, con 123 imprese in più e un tasso di crescita dello 0,45%, portando il totale delle aziende registrate a 27.696. Positivo anche l’andamento delle imprese artigiane, mentre crescono soprattutto società di capitali, costruzioni e servizi avanzati.

Natimortalità imprese

I dati relativi alla natimortalità delle imprese nelle tre province di Cremona, Mantova e Pavia, relativi al secondo trimestre del 2026, elaborati dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio, mostrano una leggera ripresa, con una differenza tra iscrizioni e cessazioni di segno più per i 3 territori di Cremona, Mantova e Pavia.

Complessivamente, la consistenza del Registro Imprese della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia ammonta a 107.950 aziende registrate al 30 giugno 2026. Il tasso di crescita dei tre territori risulta pari al +0,41%, un dato leggermente inferiore rispetto a quello della Lombardia (+0,58%) e dell’Italia (+0,56%). Nel panorama lombardo tutte le province si collocano in territorio positivo per quanto riguarda il tasso di crescita; ai vertici della classifica troviamo Lecco, Varese e Monza Brianza, mentre, in fondo, si collocano Cremona, Pavia e Mantova, insieme a Lodi.

Considerando le sole imprese attive, ovvero al netto delle posizioni che non hanno ancora avviato l’attività o l’hanno sospesa, oppure risultano sottoposte a procedure concorsuali, lo stock risulta pari a 96.802 imprese, in ripresa del +0,1% su base annua. Per la Lombardia si registra una sostanziale stabilità, mentre per l’Italia vediamo una variazione su base annua negativa, pari al -0,9%.

Il comparto artigianale, che rappresenta circa un terzo del totale delle imprese iscritte alla Camera di Commercio, mostra nel secondo trimestre del 2026 un tasso di crescita positivo, pari al +0,57%, così come nel dettaglio dei tre i territori. Anche a livello nazionale e regionale emerge segno più, con un valore pari rispettivamente al +0,40% e al +0,43%. A livello lombardo tutte le province presentano un tasso di crescita positivo; ai vertici della classifica troviamo Sondrio, Mantova e Lecco, mentre, in fondo, si collocano Como, Milano e Monza Brianza.

“I dati del secondo trimestre ci consegnano un quadro incoraggiante, caratterizzato da una ripresa e da un saldo positivo della natimortalità per i territori di Cremona, Mantova e Pavia” – sottolinea il Presidente Gian Domenico Auricchio – “Pur inserendoci in un panorama lombardo che ci vede ancora rincorrere le province di vertice per tasso di crescita generale, il nostro tessuto produttivo sta dimostrando un certo grado di resilienza e capacità di reazione. Lo testimonia la tenuta delle imprese attive, che registrano un incremento in controtendenza rispetto alla flessione nazionale. Ma il segnale più rassicurante arriva dall’artigianato: dopo le criticità rilevate in avvio d’anno, questo comparto, che resta un pilastro fondamentale della nostra economia locale, torna a crescere con tassi superiori alle medie regionali e nazionali.

Gian Domenico Auricchio

Tuttavia, affinché questa ripresa si trasformi in una crescita solida e duratura, occorre mantenere un livello di attenzione elevato. Resta fondamentale rafforzare e rendere sempre più accessibili le iniziative di supporto alle imprese: dalla promozione della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica, agli strumenti per l’accesso al credito, fino ai percorsi di formazione e accompagnamento. Le aziende stanno dimostrando la vitalità necessaria per affrontare le trasformazioni in atto investendo in competenze e sostenibilità; le istituzioni hanno il compito di affiancarle. Solo attraverso uno sforzo congiunto e sinergico sarà possibile colmare il divario con il resto della regione, accrescere la nostra competitività e sostenere il ruolo centrale delle imprese nello sviluppo economico dei territori”.

I dati in provincia di Cremona

Analizzando il tessuto imprenditoriale della provincia di Cremona, il bilancio del secondo trimestre 2026 mostra una ripresa generale. Il tasso di crescita si attesta infatti al +0,45%, con un saldo positivo di 123 unità che porta il totale delle imprese registrate a 27.696 alla fine di giugno. Guardando esclusivamente alle imprese attive, emerge una conferma della capacità di tenuta del territorio: in questo caso lo stock si attesta a 24.869 unità, segnando una piccola ma significativa ripresa del +0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Dal punto di vista delle forme giuridiche, si nota una progressiva evoluzione verso assetti societari più strutturati. Nel secondo trimestre dell’anno crescono le società di capitali (+1%), le forme cooperative o consortili (+0,4%) e le imprese individuali (+0,4%), mentre perdono terreno le società di persone (-0,1%).

Spostando l’attenzione sui diversi settori economici, l’analisi trimestrale riflette una situazione di sofferenza per alcuni dei comparti più tradizionali della provincia: l’agricoltura (-0,4%), il commercio (-0,4%), il trasporto e magazzinaggio (-0,3%), i servizi di alloggio e ristorazione (-0,3%), le attività sportive, artistiche e di divertimento (-0,4%) e gli altri servizi (-0,1%). A controbilanciare, con variazioni positive, troviamo le attività manifatturiere (+0,1%), le costruzioni (+0,2%), le attività finanziarie e assicurative (+1,7%), le telecomunicazioni (+2,1%), le attività immobiliari (+0,2%) e le attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,1%).

Uno sguardo specifico merita il comparto artigiano, che chiude il secondo trimestre del 2026 anch’esso con una ripresa. Con un tasso di crescita del +0,39% e un saldo positivo di 31 unità tra iscrizioni e cessazioni, le imprese artigiane attive al 30 giugno risultano 7.907. Scendendo nel dettaglio delle attività artigiane, il periodo in esame evidenzia una flessione solo nel commercio (-9,7%) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (-0,7%). In ripresa, invece, l’agricoltura (+3,3%), le attività manifatturiere (+0,2%), le costruzioni (+0,4%), i trasporti e il magazzinaggio (+0,8%), i servizi di alloggio e ristorazione (+1,3%), gli altri servizi (+0,1%) e le telecomunicazioni (+2,2%).