Cultura

I disegni di Roberto Sambonet: da Juqueri a Franco Basaglia

Una mostra, a ingresso gratuito, che ritrae il disagio mentale nelle strutture di contenzione.

I disegni di Roberto Sambonet: da Juqueri a Franco Basaglia
Cultura Cremona, 21 Settembre 2018 ore 10:59

Inaugurata ieri pomeriggio, alla Fondazione città di Cremona, la mostra "I disegni di Roberto Sambonet, da Jaqueri a Franco Basaglia"

I disegni di Roberto Sambonet

Si è tenuta ieri pomeriggio, giovedì 21 settembre, alla Fondazione Città di Cremona, l'inaugurazione della mostra “I disegni di Roberto Sambonet, da Jaqueri a Franco Basaglia”, primo evento in calendario delle iniziative organizzate dal Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell'ASST di Cremona, dedicate ai quarant'anni dalla Legge Basaglia.

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"Ridurre gli spazi del disagio e delle differenze"

L'iniziativa è stata inaugurata da Paola Mosa (Direttore socio-sanitario, ASST di Cremona):

"Appena ho visto i disegni qui esposti, ho provato una forte emozione e sono rimasta profondamente colpita dalla sofferenza e dal disagio che ritraggono. L'obiettivo di oggi, della nostra Azienda, è lavorare sull'integrazione, obiettivo che porto avanti in prima persona, il pane del mio lavoro."

Oriana Garoli (Presidente della Fondazione Città di Cremona)

"Sono onorata di ospitare questa mostra, pensata per ricordare l'anniversario della Legge Basaglia, un cambio di cultura importantissimo per il nostro paese. Siamo vicini al messaggio di inclusione e integrazione che l'ASST di Cremona porta avanti, poiché lo scopo della Fondazione è quello di ridurre gli spazi del disagio e delle differenze."

Mauro Platè (Assessore al Welfare di Comunità, Comune di Cremona)

"Porto il ringraziamento da parte del Comune di Cremona per aver voluto mettere in risalto questo tipo di riflessione. L'arte ha da sempre il compito di aprire gli orizzonti e questa occasione di confronto ci riporta all'attuale tematica delle "città aperte". Dobbiamo puntare a rendere sempre maggiormente protagonisti le persone con fragilità, perché se quarant'anni fa sono stati abbattuti dei muri, ce ne sono ancora altri da infrangere."

Tiziana Cordani (Responsabile patrimonio artistico Fondazione Città di Cremona)

"Spesso si pensa che per essere un artista bisogna essere folli, ma questa mostra usa un linguaggio dell'arte esterno alla malattia psichiatrica, poiché la ritrae, la osserva. Siamo di fronte allo sguardo di un artista che osserva la salute mentale. E vorrei mettere in risalto la povertà degli strumenti utilizzati - carta, matita e carboncino - e allo stesso tempo dei disegni, con una linea semplice e decisa, con il colore corposo e al tempo stesso impalpabile. Tutta la vita è nel volto e tutto il dolore è nella forma del corpo, che si chiude su stesso come un'isola."

Franco Spinogatti (Direttore UO Psichiatria 29, ASST di Cremona)

"Due cose mi hanno colpito dei disegni di Sambonet: prima di tutto che queste immagini non hanno tempo e in secondo luogo, proprio per questo motivo, esse portano un messaggio ai posteri. Forse Sambonet, in vita, non immaginava che i suoi ritratti sarebbero diventati icona del degrado e della sofferenza, ma soprattutto icona del movimento che portò alla chiusura dei manicomi giudiziari. La carica di questi disegni, la loro forza, è che non sono solo immagini di denuncia, ma immagini che stimolano a trovare soluzioni alternative."

Sambonet e Basaglia

L'inaugurazione è proseguita con un'intenso intervento di Giovanni Rizzini (Psichiatra, UO Psichiatria n.29, ASST di Cremona), un racconto ricco di metafore e riflessioni per descrivere i protagonisti di questa mostra e i loro ideali.
Sambonet e Basaglia, figure sempre in stretta connessione tra loro, "entrambi uomini liberi - spiega Rizzini - qualità che li accomuna al personaggio di Corto Maltese, soggetto che non a caso è protagonista della locandina rappresentativa della mostra."

Ospite d'onore

Ospite d'onore di questa importante iniziativa, Guia Sambonet, figlia dell'artista Roberto Sambonet che, proponendo una carrellata di immagini significative sul padre, ha esordito ringraziando chi ha reso possibile l'esposizione. "Vi ringrazio per l'opportunità che mi avete offerto, mi ha dato la possibilità di fare un viaggio nel tempo e scoprire altri lati di mio padre. Spero di offrirvi materiale interessante e ricambiare con questo l'occasione che mi avete dato".

Quando

La mostra resterà aperta fino a domenica 23 settembre grazie alla collaborazione degli utenti e ai volontari dei servizi di salute mentale dell’ASST di Cremona.
Le opere sono state gentilmente concesse dalla vedova Sambonet.
Fondazione Città di Cremona ha concesso gratuitamente la sala.

Orari di apertura:
21 settembre dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18
22 settembre dalle 9 alle 13
23 settembre dalle 9 alle 13
Ingresso Libero

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