Nella giornata di venerdì 12 giugno 2026, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Crema hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 32enne. Il provvedimento, emesso dall’Autorità Giudiziaria, sostituisce la precedente misura dell’allontanamento dalla casa familiare, ritenuta ormai inefficace per garantire la sicurezza dei genitori.
Le aggressioni ai familiari
Il trentaduenne, già noto alle forze dell’ordine e destinatario di un avviso orale, era stato precedentemente tratto in arresto il 14 marzo 2026 dai militari delle stazioni di Crema e Bagnolo Cremasco per lesioni personali aggravate ai danni di un convivente. In quell’occasione, il giovane, in stato di alterazione psicofisica dovuto all’abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti, aveva aggredito il padre.
Dopo aver danneggiato gli arredi dell’abitazione e minacciato la madre, il 32enne aveva colpito il genitore con pugni e schiaffi, spingendolo a terra e tentando di sottrargli il telefono mentre il padre cercava di richiedere aiuto. Il genitore, medicato presso il pronto soccorso, era stato dimesso con una prognosi di alcuni giorni.
Le violazioni della misura cautelare
Nonostante l’applicazione iniziale della misura di allontanamento, il 6 giugno 2026, verso le ore 21:00, il trentaduenne ha infranto il divieto rientrando nell’abitazione dei genitori. Dopo aver scavalcato il cancello e fatto ingresso da una porta secondaria, il giovane ha affrontato i familiari, tentando nuovamente di aggredire il padre e sottraendogli il dispositivo mobile.
All’arrivo della madre, che aveva contattato il numero di emergenza 112, il soggetto si è inizialmente allontanato. Pochi minuti più tardi, tuttavia, il padre ha segnalato un nuovo rientro del figlio presso l’ingresso di casa.
L’arresto definitivo
I militari, giunti sul posto, hanno intercettato il trentaduenne nelle vicinanze di un locale pubblico, poco lontano dall’abitazione. Il giovane, trovato nuovamente in stato di ebbrezza presso il pronto soccorso di Crema, è stato identificato dalle pattuglie.
Le autorità hanno evidenziato la pericolosità del soggetto e l’intenzionalità delle condotte, giudicando la misura carceraria come l’unica soluzione idonea a tutelare l’incolumità dei genitori. A seguito dell’ordine del giudice, il trentaduenne è stato condotto presso il carcere di Cremona.