"Covid"

Un dono per l’Ospedale di Cremona: nel dipinto di Valcarenghi il racconto di un anno intero di pandemia

Ci sono Elena Pagliarini, stremata sulla tastiera del pc ma anche Giorgio e Rosa, i due anziani ricoverati e mai separatisi prima del Covid.

Un dono per l’Ospedale di Cremona: nel dipinto di Valcarenghi il racconto di un anno intero di pandemia
Cronaca Cremona, 01 Aprile 2021 ore 14:16

Ezio Valcarenghi dona un dipinto all'Ospedale di Cremona: il racconto di un anno intero di pandemia. Un dono per l’Ospedale di Cremona: nel dipinto di Valcarenghi il racconto di un anno intero di pandemia.

Un dono per l’Ospedale di Cremona

“Covid” è il titolo del dipinto donato questa mattina da Ezio Valcarenghi all’Ospedale di Cremona. L’ispirazione sono alcune delle fotografie più emblematiche degli ultimi mesi, scattate proprio dentro l’ospedale. Ecco che ritroviamo Elena Pagliarini stremata sulla tastiera del Pc, dopo la notte in pronto soccorso; il gesto di Carla Maestrini (caposala della Terapia Intensiva) verso una collega; l’abbraccio degli infermieri nascosti dalle tute protettive.

Al centro, come è giusto che sia, ci sono Giorgio e Rosa, i due anziani coniugi ricoverati insieme (era la Pasqua di un anno fa) che Manuela Denti (oggi caposala del gruppo operatorio) ha  fatto incontrare nella stessa stanza di degenza perché, prima del covid, non si erano mai separati. Il dolore e la tenerezza di quel momento hanno fatto il giro del mondo. Tutti ci siamo riconosciuti, tutti ci siamo commossi.

In una sola immagine un anno di pandemia

Ezio Valcarenghi con il suo dono ci ha sorpresi perché ha riassunto in una sola immagine un anno intero, quello che abbiamo ancora impresso sulla pelle. Un anno fatto di dolore, fatica e piccole gioie molto umane, quelle che ci hanno tenuti e ci tengono in vita.

“La ringrazio a nome di tutte le persone che lavorano qui – ha detto Giuseppe Rossi (Direttore Generale dell’ASST di Cremona) – il suo quadro mi ha colpito, al primo sguardo induce alla contemplazione. È davvero bellissimo, non solo per l’idea e per la sapienza tecnica, ma per il significato storico che rappresenta per l’ospedale e per la città di Cremona”.

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