Raggiro nel Cremonese

Truffa online a Gussola: finta vendita di un trattore agricolo

I Carabinieri identificano e denunciano due residenti nel Crotonese per la sottrazione illecita di duemila euro

Truffa online a Gussola: finta vendita di un trattore agricolo

I Carabinieri della Stazione di Gussola hanno concluso un’attività d’indagine che ha portato alla denuncia per truffa di un ventisettenne e di un quarantanovenne, entrambi residenti in provincia di Crotone. I due soggetti, già noti alle forze dell’ordine per reati specifici, sono ritenuti responsabili di un raggiro orchestrato tramite i social network ai danni di un residente locale interessato all’acquisto di macchinari agricoli.

La dinamica dell’inserzione e il contatto

La vicenda ha avuto inizio quando il querelante ha individuato su una piattaforma social l’annuncio per la vendita di un trattorino agricolo al prezzo di 2.500 euro. Dopo aver contattato il recapito telefonico indicato nell’inserzione, il potenziale acquirente ha concordato i dettagli della transazione con il presunto venditore. L’accordo prevedeva il versamento immediato di metà della cifra pattuita, mentre il saldo sarebbe dovuto avvenire al momento della consegna del mezzo.

I pagamenti e l’irreperibilità dei venditori

Ingannata dall’invio di fotografie del macchinario e dalla ricezione di un codice Iban per il pagamento, la vittima ha effettuato diversi bonifici per un importo complessivo di 2.000 euro. Tale somma, superiore alla quota inizialmente stabilita come acconto, è stata accreditata su una carta Postepay.

Dopo la conferma dell’avvenuto versamento, i truffatori avevano assicurato l’immediata spedizione della merce. Tuttavia, trascorsi alcuni giorni senza ricevere nulla, l’acquirente ha tentato inutilmente di ricontattare i referenti, i quali si erano resi nel frattempo irrintracciabili.

Le indagini e l’identificazione dei responsabili

Presa coscienza del raggiro, il raggirato si è rivolto alla caserma di Gussola per sporgere querela. Gli accertamenti condotti dai militari hanno permesso di risalire ai titolari della carta prepagata e agli intestatari dell’utenza telefonica utilizzata per la trattativa. L’incrocio dei dati ha confermato l’identità del giovane e del complice più anziano, entrambi con precedenti di polizia per analoghi episodi. Per i due è scattata la denuncia all’Autorità Giudiziaria.