FRODI TELEFONICHE

Truffa dell’SMS a Pizzighettone: derubata per oltre 6mila euro

Falsi operatori antifrode e finti agenti della postale raggirano una residente inducendola a eseguire sei bonifici

Truffa dell’SMS a Pizzighettone: derubata per oltre 6mila euro

Una residente del comune di Pizzighettone ha sporto denuncia presso la locale stazione dei Carabinieri il 17 aprile 2026, dopo essere rimasta vittima di una complessa frode informatica (foto di copertina creata con IA).

L’adescamento è iniziato tramite un SMS che segnalava un falso bonifico in uscita dal conto della vittima per un importo di circa 3mila euro. Il messaggio invitava a contattare un numero telefonico di assistenza per bloccare l’operazione sospetta.

L’intervento dei falsi operatori antifrode

L’interlocutore telefonico, spacciatosi per un esperto della società Nexi, ha convinto la titolare del conto a installare un’applicazione bancaria e a recarsi presso uno sportello bancomat per una presunta autenticazione. Il giorno successivo, con il pretesto di stornare i fondi ed evitare il furto, il sedicente addetto ha indotto l’utente a effettuare due versamenti elettronici.

La messinscena dei documenti istituzionali

Per vincere i sospetti della vittima, i truffatori hanno coinvolto un complice che si è presentato come appartenente alla Polizia Postale di Cremona. Quest’ultimo ha inviato tramite l’applicazione WhatsApp un documento contraffatto, presentato come una delega d’indagine della Procura della Repubblica di Cremona. La vittima, rassicurata dalla falsa autorità, ha completato un totale di sei bonifici, superando la cifra complessiva di 6mila euro.

La scoperta del furto e la denuncia

Il sospetto è divenuto certezza quando la cittadina non ha ricevuto i rimborsi promessi e non ha trovato riscontro della convocazione presso gli uffici della Polizia Postale per la firma degli atti. A quel punto si è rivolta ai Carabinieri della Compagnia di Cremona per denunciare l’accaduto e fornire i numeri di telefono utilizzati dai malviventi.

I consigli dell’Arma per prevenire le frodi

Il Comando Provinciale dei Carabinieri ha diffuso un vademecum per evitare simili episodi, ricordando che:

  • le Forze dell’Ordine non richiedono mai pagamenti o trasferimenti di denaro telefonicamente
  • la Procura e le autorità di pubblica sicurezza non trasmettono deleghe di indagine tramite chat o sistemi di messaggistica istantanea.

In caso di chiamate sospette che richiedono operazioni bancarie, il consiglio è di interrompere la comunicazione e contattare immediatamente il numero di emergenza 112.