Nella giornata di ieri, lunedì 19 gennaio 2026, abbiamo pubblicato un articolo relativo alla sospensione dell’attività – disposta dal Questore della Provincia di Cremona – di due locali situati nel territorio provinciale: il “Juliette” e il “Moma Club” di Crema.
Nel pezzo abbiamo riportato quanto contenuto nel comunicato stampa della Questura, che descriveva gli episodi avvenuti all’interno del Moma Club. La notizia ha suscitato discussioni sui social, soprattutto a causa delle tempistiche non precisate, inizialmente non rese note. Come redazione riteniamo importante fornire un chiarimento per garantire la massima trasparenza.
Principio di incendio al Moma Club
Ciò che abbiamo riportato chiarisce in modo concreto le ragioni alla base della sospensione delle attività. Nel caso del Moma Club, i provvedimenti sono riconducibili a una serie di irregolarità: presenza di minori durante una serata riservata esclusivamente ai maggiorenni, mancata verifica dei documenti nella somministrazione di alcolici, uscite di sicurezza ostruite o non manutenute, violazioni delle norme antincendio e del regolamento 852/04, gestione non conforme del parcheggio, dieci lavoratori irregolari, documento di valutazione dei rischi non aggiornato e numero insufficiente di addetti antincendio rispetto a quanto previsto.
Per quanto riguarda il principio di incendio che ha coinvolto gli addobbi natalizi – come mostrato nel video ufficiale diffuso dagli operatori della Polizia di Stato – l’episodio risalirebbe al 20 dicembre 2025, pochi giorni prima di Natale. Una data che inizialmente non era stata resa pubblica, ma poi chiarita dai gestori nella nota stampa diffusa dopo i controlli effettuati nel fine settimana.
La dinamica ha richiamato immediatamente alla mente la tragedia di Crans‑Montana, data la somiglianza degli eventi: in entrambi i casi, infatti, l’utilizzo di fontane pirotecniche a scopo scenografico ha innescato un principio di incendio. A differenza di quanto accaduto in Svizzera, però, nel locale di Crema le fiamme sono state rapidamente domate.
La dichiarazione ufficiale del Moma Club
A seguito della bufera mediatica che ha investito il locale dopo la diffusione della notizia a livello nazionale, gli organizzatori hanno scelto di chiarire la vicenda, con l’intento di porre fine a una situazione spiacevole che li ha coinvolti. Una scelta dettata, con ogni probabilità, anche dalle tempistiche con cui la notizia è stata divulgata e successivamente ripresa dalle testate giornalistiche, inizialmente senza alcune precisazioni fondamentali.
“Vista l’imminente diffusione di notizie che ci riguardano, riteniamo doveroso fare chiarezza, perché i fatti vanno raccontati per ciò che sono realmente. L’episodio relativo a un principio di incendio di alcuni addobbi natalizi, causato dai flambé, è avvenuto antecedentemente alla tragedia successa in Svizzera. Mettere in correlazione i due eventi è scorretto, fuorviante e falso. Proprio in seguito a quanto accaduto a noi in prima persona, e ancor più dopo la tragedia in Svizzera, abbiamo preso una decisione immediata e responsabile: i flambé sono stati completamente eliminati dal nostro locale.
Sono stati sostituiti con luci elettriche certificate e completamente a norma, proprio perché per noi la sicurezza dei clienti viene prima di tutto. Raccontare i fatti in modo distorto e mettere alla gogna mediatica un pubblico esercizio che ha agito con responsabilità e tempestività è un comportamento grave e potenzialmente perseguibile.
Invitiamo quindi chi commenta e pubblica immagini o fatti che non rispecchiano la realtà a informarsi prima di diffondere accuse infondate. Noi continuiamo a metterci la faccia, a lavorare con serietà e a garantire la massima sicurezza a tutti i nostri clienti.”
Sulla pagina ufficiale del locale sono state condivise le immagini relative alla serata di sabato 17 gennaio 2026, nelle quali compaiono alcune fotografie – scattate dai clienti, secondo quanto precisato dagli organizzatori – durante il controllo effettuato dalle Forze dell’Ordine. Dalle immagini emerge in modo evidente che le fontane pirotecniche non erano in uso, sostituite da lampade portatili impugnate dal personale del locale.
Con questo articolo, la redazione di Prima Cremona desidera ribadire il proprio impegno nel fornire un’informazione accurata, verificata e aderente ai fatti, con l’obiettivo di garantire ai lettori la massima trasparenza e correttezza.