Spino d'Adda

Rave Party sull’Adda, De Corato: “Fatto gravissimo, Prefettura sgomberi l’area”

Per l'assessore regionale alla sicurezza questo rave illegale è già durato troppo.

Rave Party sull’Adda, De Corato: “Fatto gravissimo, Prefettura sgomberi l’area”
Cremona, 17 Agosto 2020 ore 15:40

Rave Party a Spino d’Adda, De Corato: “Gravissimo che 1.500 persone da tutta europa si radunino ammassandosi indisturbate incuranti delle misure anti-covid. Prefettura sgomberi immediatamente area e questura proceda con fogli di via”.

Il commento di De Corato

“Da una parte la recente ordinanza del Governo con la quale vengono chiuse le discoteche per evitare assembramenti che favorirebbero la diffusione del Coronavirus, dall’altra un rave party con 1.500 partecipanti provenienti da tutta Europa che continua indisturbato da oltre tre giorni nel cremonese”.

Afferma così l’ex vice Sindaco ed assessore regionale alla sicurezza, immigrazione e polizia locale, Riccardo De Corato, in merito alle segnalazioni ricevute da alcuni residenti nella zona di Spino d’Adda (Cr) sul rave party in corso dalla sera di venerdì 14 agosto 2020 fra il fiume Adda e le cascine Gamello e Ca’ Nova.

“Gravissimo quello che sta succedendo”

“Quanto sta accadendo in queste ore è gravissimo. Un serio pericolo per la salute dei partecipanti e per quella pubblica. Secondo quanto riportato dai residenti e dalla stampa locale, la Prefettura non ha sgomberato l’area lasciando che gli “irriducibili della musica” potessero continuare con lo sballo nel weekend di Ferragosto, fino ad oggi. Le forze dell’Ordine sono state messe a presidio dell’area, non in condizioni di poter intervenire. Oltre a ciò, si sono registrati diversi interventi di ambulanze per numerosi partecipanti che si sono sentiti male.
Questo rave illegale è già durato troppo. La Prefettura liberi immediatamente la zona ed il Questore di Cremona proceda con il foglio di via per tutte le 1.500 persone ammassate per ore per partecipare al rave party, proprio come fatto dal questore di Mantova lo scorso ottobre per una situazione analoga occorsa a Serravalle Po. Mi auguro che questo provvedimento venga applicato anche- conclude De Corato- in risposta all’aggravante del mancato rispetto delle misure a contrasto della diffusione del virus”.

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