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Scandolara Ravara

Presentano false dichiarazioni per ottenere il reddito di cittadinanza (e ci riescono): scoperte tre donne

Le tre percepivano indebitamente il reddito statale.

Presentano false dichiarazioni per ottenere il reddito di cittadinanza (e ci riescono): scoperte tre donne
Cronaca Crema, 24 Marzo 2021 ore 10:59

Le indagini dei Carabinieri hanno consentito di smascherare tre donne che percepivano indebitamente il reddito di cittadinanza.

L’operazione dei Carabinieri di Scandolara Ravara

I Carabinieri della Stazione di Scandolara Ravara della Compagnia di Casalmaggiore, hanno condotto un’indagine che ha permesso di smascherare e denunciare alla Procura della Repubblica di Cremona due cittadine romene ed una cittadina italiana per l’indebita percezione del reddito di cittadinanza.
Le tre indagate, una cittadina romena, classe 1993, residente nel Comune di Cappella de’ Picenardi (CR), casalinga, coniugata, pregiudicata; una seconda cittadina romena classe 1983, residente nel Comune di Cingia de Botti (CR), casalinga, convivente, pregiudicata; una cittadina italiana, classe 1981, residente nel Comune di Scandolara Ravara (CR), casalinga, incensurata, sono state denunciate dai Carabinieri di Scandolara Ravara al termine di un’accurata indagine che ha permesso ai militari di far emergere l’indebita percezione del reddito di cittadinanza da parte delle tre donne residenti nei rispettivi comuni del casalasco.
Gli accertamenti posti in essere dai militari dell’Arma hanno spaziato dalla documentazione anagrafica alle rilevanze patrimoniali riguardanti le tre donne.

Avevano presentato documenti falsi

Tutte e tre le indagate hanno presentato ai rispettivi comuni di residenza un’Isee completamente falsato, escogitando uno stratagemma al fine di apparire realmente bisognose di percepire il reddito di cittadinanza. Ai fini della concessione o meno del sussidio statale infatti, ogni cittadino che ne fa richiesta, deve consegnare al Comune di residenza il proprio ISEE con il quale viene calcolato il suo reddito annuo. A sua volta l’ISEE viene calcolato mediante una Dichiarazione Sostitutiva Unica (D.S.U.) che il singolo cittadino compila e consegna agli enti preposti al calcolo ISEE.

Orbene le tre donne, nelle proprie D.S.U., hanno tutte dichiarato di essere le sole componenti del proprio stato di famiglia oltretutto senza alcun reddito; dichiarazioni queste che hanno dato loro, momentaneamente, permesso di godere a pieno titolo del diritto di percepire il reddito di cittadinanza proprio perché sole e prive di qualsiasi fonte di sostentamento.

La verità era un’altra

Gli accertamenti tempestivamente condotti dai militari della Stazione di Scandolara Ravara hanno fortunatamente permesso di smascherare le truffatrici che, a differenza di quanto falsamente dichiarato, sono tutte inscritte nel medesimo stato di famiglia dei propri conviventi, insieme ai loro figli. Inoltre, sia il marito di C.F. che i compagni conviventi delle altre due donne, svolgono un regolare lavoro retribuito. Approfondendo maggiormente i controlli a carico delle tre donne i Carabinieri hanno potuto riscontrare che I.A. nel febbraio 2020 aveva già presentato al Comune di residenza la richiesta per poter percepire il reddito di cittadinanza, richiesta però non accolta in quanto la donna non aveva i requisiti previsti per poter usufruire dell’aiuto economico. Nel giugno dello stesso anno quindi ha ben pensato di riproporre la richiesta, fornendo questa volta un ISEE falsato dalla mendace dichiarazione resa con la propria D.S.U.

Reddito di cittadinanza indebitamente percepito

Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di scoprire che la donna dal giugno 2020 a marzo 2021, mese in cui si sono concluse le indagini, ha percepito un reddito di cittadinanza mensile pari a € 500. Anche la sua connazionale C.F., da settembre 2020 a marzo 2021 ha percepito mensilmente la cifra di € 400 come sussidio di cittadinanza.

Sul conto della cittadina italiana i militari hanno inoltre scoperto che la stessa aveva dichiarato di essere da sola nello stato di famiglia, salvo poi scoprire che in realtà è inscritta nello nucleo familiare del compagno insieme ai loro figli e che, nel medesimo stato di famiglia vi sia anche sua madre, proprietaria della casa dove vivono. Da ulteriori accertamenti è stato infine calcolato che la donna, da marzo 2019 a marzo 2021 ha percepito un reddito di cittadinanza pari a € 700 mensili.

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