OMICIDIO A CREMA

Omicidio a Crema: i tre fermati scelgono il silenzio davanti al Pm

I giovani, arrestati per il delitto di viale Repubblica, non rispondono alle domande degli inquirenti

Omicidio a Crema: i tre fermati scelgono il silenzio davanti al Pm

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i tre giovani fermati per l’omicidio avvenuto in viale Repubblica nella notte tra sabato 11 e domenica 12 luglio 2026, in cui ha perso la vita Youssef Rama Abdelaziz – 19enne di origine egiziana residente a Crema – brutalmente ucciso a coltellate.

Nessuna risposta al Pm

Fermati dai Carabinieri della Compagnia di Crema e del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Cremona, i tre – di un’età compresa tra i 23 e i 25 anni, un italo-albanese, un senegalese e un egiziano – attualmente assistiti dagli avvocati Elena Scotuzzi, Alessandro Porchera e Corrado Locatelli, hanno deciso di non rispondere alle domande poste dal Pubblico Ministero.

Rimangono in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto, mentre le indagini proseguono per capire la dinamica esatta dell’accaduto e quello che potrebbe essere il movente dell’assassinio del giovane 19enne, ucciso tra viale Repubblica e via Cresmiero con dei fendenti al torace.

Youssef, dopo aver accusato i colpi, grondante di sangue, avrebbe cercato di allontanarsi con la speranza di avvicinarsi a casa (situata poco distante, dove viveva con il fratello Alì), fallendo però dopo una decina di metri. Inutili i tentativi di salvargli la vita, nonostante il tempestivo intervento del personale sanitario e il trasporto d’urgenza all’ospedale.

Ritrovata l’arma del delitto

Emergono nuovi sviluppi grazie al ritrovamento della possibile arma del delitto, lanciata dai responsabili all’interno del fiume Adda dopo essersi allontanati dalla zona – teatro della tragedia – e aver raggiunto diverse province, per poi essere fermati nel Cremonese e nel Milanese.

Si tratta di un coltello ritrovato sotto il ponte della SP 415, che i tre – destinatari di un decreto di fermo di indiziato di delitto – avrebbero lanciato nel fiume per liberarsene. L’arma è stata trovata grazie alla supposizione dei Carabinieri e all’intervento dei Vigili del Fuoco di Crema e Lodi, supportati dal Nucleo Sommozzatori di Milano.

L’arma è attualmente sottoposta a perizie scientifiche, necessarie per capire se il coltello sia effettivamente quello utilizzato per infliggere le ferite mortali al 19enne vittima dell’aggressione.

Indagini in corso

Al momento si parla di una possibile resa dei conti, ma le indagini sono ancora in corso per delineare il contesto reale che si cela dietro l’assassinio del 19enne.

Youssef sarebbe uno dei quattro giovani che qualche settimana fa avevano preso parte al raid di piazza Di Rauso, episodio durante il quale i quattro avrebbero cercato un chiarimento con altri due ragazzi del posto.

Proprio il 19enne, il giorno dopo, sarebbe stato accompagnato in ospedale per aver respirato troppo protossido d’azoto, ovvero la “droga della risata”, mentre per un secondo ragazzo era scattata la denuncia poiché trovato in possesso di una mazza da baseball e successivamente arrestato per 15 dosi di cocaina.

Quanto accaduto in piazza Di Rauso, però, per i Carabinieri, al momento non è collegabile all’uccisione di Abdelaziz.