Violenze in famiglia

Maltrattamenti e violenze in famiglia per cinque anni: arrestato e portato in carcere

Le vessazioni, avvenute tra il 2019 e il 2024 anche davanti al figlio piccolo, portarono all'attivazione del Codice Rosso dopo l'intervento d'urgenza dei militari

Maltrattamenti e violenze in famiglia per cinque anni: arrestato e portato in carcere
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Una condanna definitiva a 2 anni, 4 mesi e 10 giorni di reclusione per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali è diventata esecutiva con il trasferimento in carcere del responsabile. I Carabinieri della Stazione di Casalbuttano hanno rintracciato l’imputato in un comune della zona, dando corso all’ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cremona.

Cinque anni di soprusi e il coinvolgimento del minore

Le indagini dei militari dell’Arma hanno documentato un clima di continue vessazioni psicologiche e fisiche protrattosi dal 2019 al 2024. Gli episodi di aggressività, accentuati dall’abuso di sostanze alcoliche da parte del partner, si traducevano in umiliazioni, percosse e minacce all’interno delle mura domestiche. Ai fatti ha assistito in modo sistematico anche il figlio in tenera età della coppia.

L’aggressione di gennaio e la fuga protetta

Il punto di svolta risale ai primi giorni di gennaio 2024, quando una violenta lite nell’abitazione ha richiesto l’intervento delle pattuglie. La vittima si è successiva presentata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Cremona, dove i sanitari hanno rilevato ecchimosi ed ematomi con una prognosi di alcuni giorni.

La contestuale denuncia ha fatto scattare le procedure d’urgenza del Codice Rosso, permettendo alla madre e al figlio di lasciare l’alloggio per trasferirsi in una dimora protetta presso un congiunto.

Il rintraccio sul territorio e il ricovero in cella

Concluso l’iter giudiziario con la condanna definitiva, l’Ufficio Esecuzioni Penali ha emesso il provvedimento restrittivo. A seguito delle ricerche condotte dall’Arma sul territorio di competenza, il condannato è stato individuato dai militari e, completate le formalità burocratiche, scortato presso la Casa Circondariale di Cremona.