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Coinvolti 300 pazienti

L’ospedale a casa del paziente oncologico: al via il progetto pilota “OncoHome” per le cure domiciliari

Rivolto ai pazienti con tumore solido avanzato o metastatico che seguono una terapia orale.

L’ospedale a casa del paziente oncologico: al via il progetto pilota “OncoHome” per le cure domiciliari
Cronaca Cremona, 12 Aprile 2021 ore 06:40

L’ospedale a casa del paziente oncologico: al via il progetto pilota “OncoHome” per le cure domiciliari rivolto ai pazienti con tumore solido avanzato o metastatico che seguono una terapia orale. Il servizio prevede la gestione in teleassistenza per il 70% dei malati, e per il rimanente 30% visite direttamente a domicilio.

L’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano è capofila del Progetto, che viene sviluppato sul territorio insieme all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e l’ASST di Cremona e con patrocinio di AIOM, Associazione Italiana Oncologi Medici.

Il Progetto OncoHome vuole agevolare i pazienti nella loro quotidianità e alleggerire il carico di impegni dei caregiver, senza compromettere il livello di qualità delle cure e la gestione della malattia. In attesa della vaccinazione anti-COVID, il servizio rappresenta anche un modo per tutelare i pazienti oncologici contro l’infezione da Sars-CoV-2, esposti a un rischio fino a 3,5 volte maggiore rispetto alla popolazione sana di ammalarsi di COVID-19 e di sviluppare forme più severe.

Al via il progetto pilota “OncoHome” per le cure domiciliari

È affetto da tumore solido, con malattia in fase avanzata o metastatica e riceve una terapia orale. Ecco il paziente che può beneficiare di OncoHome, il progetto pilota sviluppato dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) insieme all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano (HSR) e all’ASST di Cremona e col patrocinio di AIOM, Associazione Italiana Oncologi Medici.

“Oggi è prioritario garantire ai pazienti oncologici le terapie necessarie, com’è sempre stato, ma al contempo, adottare tutte le misure indispensabili per proteggerli da COVID-19” – commenta Marco Votta, Presidente Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. – “OncoHome è la giusta strategia per portare l’ospedale a casa dei malati, garantendo tutta l’assistenza di cui necessitano attraverso le visite a domicilio, ma anche per offrire parole di conforto e una vicinanza fisica che, ora più che mai, sono fondamentali per chi vive una malattia oncologica”.

“OncoHome è un progetto apri-pista per una modalità assistenziale diversa da attuare sul territorio” – sottolinea Filippo de Braud, Direttore del Dipartimento e della Divisione di Oncologia Medica ed Ematologia INT. – “L’obiettivo è di ridurre del 50% gli accessi in ospedale e di proteggere di conseguenza i pazienti oncologici dal rischio di infezione, fornendo loro lo stesso livello di cure che riceverebbero in ambito ospedaliero. I dati che raccoglieremo ci permetteranno di valutare la possibilità di creare un network di assistenza a livello nazionale”.

Coinvolti 300 pazienti

OncoHome prevede al momento il coinvolgimento di 300 pazienti, assistiti dalle tre strutture ospedaliere: 100 sono seguiti da INT, 100 dall’Ospedale San Raffaele e 100 dall’Ospedale di Cremona.

“L’analisi delle cartelle cliniche ci ha permesso di identificare i pazienti oncologici che possono essere seguiti in teleassistenza – circa i 2/3 del totale – e quelli invece che necessitano di controlli a domicilio” – aggiunge Giuseppe Procopio, Responsabile Struttura Semplice Oncologia Medica Genito-urinaria INT – “Va chiarito però che non si tratta di assistenza domiciliare di malati terminali. La differenza è sostanziale. Nell’ambito del Progetto OncoHome i pazienti non ricevono cure palliative, ma vere e proprie terapie oncologiche”.

I farmaci vengono preparati dalla Farmacia ospedaliera e inviati a domicilio nel caso dei pazienti seguiti in teleassistenza, oppure consegnati direttamente se è stata attivata l’assistenza domiciliare.

“Il team è composto da un infermiere e da un medico oncologo che si recano a casa del paziente una volta alla settimana, separatamente” – interviene Valentina Guadalupi, Oncologa Struttura Semplice Oncologia Medica Genito-urinaria INT – “Sono visite articolate, che prevedono l’esame obiettivo del paziente, la rilevazione dei parametri vitali, le eventuali medicazioni e se necessario, anche l’educazione del paziente e del familiare alla gestione degli effetti collaterali legati all’assunzione del farmaco. È stato inoltre attivato un numero dedicato, in caso di urgenze, oppure dubbi”. I tre Centri ospedalieri coinvolti nel Progetto prevedono l’applicazione della stessa modalità operativa e di gestione del percorso di cura e assistenza ai pazienti oncologici.

“Il servizio medico-sanitario OncoHome permette di deospedalizzare l’assistenza e le cure oncologiche con un impatto psicologico positivo sul paziente, che si sente accudito e al sicuro a casa propria in un momento di forte difficoltà come quello che stiamo vivendo” – sottolineano gli specialisti dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, Stefano Cascinu, primario di Oncologia Medica, e Vanesa Gregorc, direttore del Programma Strategico di innovazione diagnostico-terapeutica oncologica. “Grazie al supporto della telemedicina, che consente di abbattere le distanze medico-paziente, si instaura un rapporto integrativo diretto tra il territorio ed i centri specializzati”.

“OncoHome per noi è il giusto proseguo di un’assistenza domiciliare attivata in emergenza a metà marzo 2020 in piena pandemia, per l’assistenza dei nostri pazienti oncologici, compresi quelli con l’infezione da COVID-19” – dichiara Rodolfo Passalacqua, Direttore Unità Operativa di Oncologia, ASST Cremona – “Nell’ambito di questo Progetto pilota che sviluppiamo con INT e HSR, il paziente è parte attiva e ha il compito di compilare ciclicamente dei questionari che, attraverso domande che riguardano l’impatto sulla qualità di vita delle cure in corso, ci servono per capire meglio la reale tossicità dei farmaci”.

“La gestione territoriale dei pazienti oncologici è una delle problematiche che più si renderanno importanti nel futuro, in considerazione del sempre maggior numero di pazienti che cronicizzano la malattia e che possono impiegare trattamenti oncologici orali o sottocute che, di per sé, non richiedono la necessità di una somministrazione ospedaliera” – dichiara Giordano Beretta, Presidente Nazionale AIOM e Responsabile Oncologia Medica Humanitas Gavazzeni Bergamo. – “Il progetto OncoHome rappresenta uno dei primi esempi di utilizzazione degli strumenti informatici e di una nuova modalità di somministrazione dei farmaci per il paziente oncologico per limitare il numero dei suoi accessi alle strutture Ospedaliere. Si cerca così di creare una nuova realtà, l’Oncologia territoriale, in cui il paziente mantiene il contatto con la Struttura che lo ha in cura, anche attraverso l’accesso a domicilio del medico oncologo e dell’infermiere. Il livello di innovazione di tale progetto potrebbe, nel tempo, cambiare radicalmente la modalità di gestione dei pazienti oncologici, a tutto vantaggio di una maggiore sicurezza e di una riduzione degli spostamenti”.

Il Progetto Pilota OncoHome è stato reso possibile grazie a una campagna di raccolta fondi cui hanno contribuito numerose aziende e associazioni: Ipsen, Janssen Oncology, Roche, Pfizer, Amgen, Novartis Farma, Bayer e MEDeA. I contributi raccolti serviranno a sostenere le attività di assistenza e cura del progetto.

L’ASST di Cremona

L’ASST di Cremona è caratterizzata dal polo ospedaliero – presidi di Cremona e Oglio Po – dalla Rete Territoriale e dal Presidio Ospedaliero Territoriale di Soresina (POT). Rispetto al territorio della ATS della Val Padana, la nostra azienda è baricentrica, fattore che la rende interlocutore privilegiato per alleanze con le altre ASST dei territori confinanti (ad esempio Crema, Mantova, Lodi) in funzione di precise progettualità. L’aspetto innovativo dell’attuale assetto aziendale è, infatti, quello di organizzare la presa in cura per processi: cioè intervenire quando e dove serve, con professionalità adeguate in percorsi di cura appropriati, attraverso la continuità assistenziale e terapeutica. Per questo l’interazione fra aziende consente di condividere setting assistenziali entro i quali i professionisti si spostano verso il paziente per raggiungere e consolidare gli standard di qualità e accesso alle diverse specialità.

L’ASST di Cremona è HUB per: Traumatologia-Neurochirurgia, Stroke, Stemi, Covid-19, Vaccini anti Covid-19, Anticorpi monoclonali. Ha un bacino d’utenza di 190mila cittadini (attrattività 20% Lombardi non residenti in provincia e 10% Fuori Regione) 2500 dipendenti, 550 posti letto attivi, 46 letti Day Hospital e 20 culle.

L’unità Operativa di Oncologia
L’Unità Operativa di Oncologia dell’ASST di Cremona segue attualmente circa 4100 pazienti tra ricoverati e ambulatoriali. Dall’inizio della pandemia una equipe preposta ha seguito e segue tutt’ora a casa più di 100 pazienti.
L’Oncologia è attiva sul fronte della ricerca: ha un’area di ricerca clinica oncologica deputata a gestire 75 studi clinici (con arruolamento attivo o in follow-up), ha pubblicato numerosi articoli su riviste scientifiche nazionali ed internazionali. È sede della presidenza del Gruppo Oncologico Italiano di Ricerca Clinica GOIRC; inoltre fa parte del Breast International Group (BIG), un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro per gruppi accademici di ricerca sul cancro al seno. Gestisce il Registro dei Tumori allo Stomaco della provincia di Cremona. Collabora con i maggiori Centri Italiani di Ricerca Clinica.

L’Oncologia ha instaurato una produttiva collaborazione con MEDeA Medicina e Arte, libera associazione locale senza fini di lucro, che sostiene con varie iniziative l’assistenza dei malati oncologici, dei loro familiari e amici.

L’Oncologia si occupa anche di formazione ospitando specializzandi provenienti dall’Università di Parma.

(Foto di copertina: ASST Cremona)