Sulla base dei dati aggiornati a martedì 30 giugno 2026, la provincia di Cremona presenta una dinamica particolare: se da un lato registra la crescita di infortuni più contenuta della regione, dall’altro mostra un aumento delle malattie professionali.
Infortuni sul lavoro: la crescita più bassa in Lombardia
Cremona ha fatto registrare 2.301 denunce di infortunio, segnando un incremento del +3,0% rispetto al primo semestre del 2025. Si tratta della variazione percentuale più bassa tra tutte le province della regione. Il dato del territorio cremonese risulta sensibilmente inferiore alla media lombarda, che vede gli infortuni crescere del +6,9%.
Denunce con esito mortale: un calo significativo
Il dato relativo alle vittime sul lavoro a Cremona è in diminuzione rispetto all’anno precedente. Nel primo semestre del 2026 si sono verificate 4 denunce mortali, esattamente la metà rispetto alle 8 registrate nello stesso periodo del 2025. Nonostante la contrazione, dai rappresentanti sindacali della UIL Lombardia invitano alla cautela, sottolineando che le oscillazioni su piccoli numeri non devono far calare l’attenzione sulla prevenzione di filiera.
Malattie professionali: allarme per l’incremento record
A differenza degli infortuni, le malattie professionali a Cremona mostrano una dinamica critica. Le denunce sono state 156, con un aumento del +20,9%. Questa crescita è quasi il doppio rispetto alla media regionale (+11,8%). Il parametro del territorio cremonese si inserisce in un contesto dove le patologie più diffuse a livello regionale sono quelle muscolo-scheletriche (58,6%), seguite da quelle del sistema nervoso e respiratorie.
Valutazioni e priorità sindacali
Sebbene la provincia mostri una tenuta maggiore sul fronte degli incidenti, la forte accelerazione delle malattie lavoro-correlate richiede interventi mirati. Le priorità indicate dalla sigla sindacale includono la contrattazione e revisione dei Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR) per agire su carichi, turni ed esposizioni. Viene richiesta la prevenzione di filiera tramite il monitoraggio costante nei settori manifatturiero e sanitario, insieme al potenziamento degli organici PSAL nelle ATS e alla trasparenza sugli esiti delle ispezioni.