Ecco come funziona

Il Comune dichiara guerra ai piccioni, iniziata la fase sperimentale di contenimento a Cremona FOTO

Il primo intervento è stato effettuato in alcune aree del centro storico.

Il Comune dichiara guerra ai piccioni, iniziata la fase sperimentale di contenimento a Cremona FOTO
Cremona, 06 Novembre 2020 ore 13:32

Contenimento dei colombi urbani a Cremona, iniziata la fase sperimentale: primo intervento effettuato in alcune aree del centro storico.

Il Comune dichiara guerra ai piccioni, iniziata la fase sperimentale di contenimento

E’ iniziata oggi, venerdì 6 novembre 2020, la prima fase della campagna di contenimento dei colombi urbani. Gli addetti di una ditta specializzata hanno posizionato prodotto antifecondativo in alcune aree del centro storico, zona di passaggio e di nidificazione per la popolazione di colombi. Si tratta di una fase sperimentale, in primavera interventi mirati saranno attuati in altre aree in base agli sviluppi e alla dinamica della popolazione che il trattamento influenzerà. Saranno infatti svolti monitoraggi perché potrebbe rendersi necessario individuare nuove stazioni o unirne due concentrandole in una sola a causa dell’apertura di un cantiere o semplicemente in seguito agli effetti dell’azione ‘calamita’. “Questo è l’inizio di un intervento triennale sul contenimento della popolazione dei colombi urbani che come Giunta abbiamo fortemente voluto mettere in atto”, dichiara al riguardo l’Assessore all’Ambiente Simona Pasquali.

Cittadini invitati a collaborare

Importante sarà la collaborazione dei cittadini per ottenere un risultato efficacie e duraturo nel rispetto della convivenza e della biodiversità. Nelle zone in cui è stato posizionato il prodotto sono stati affissi appositi cartelli per informare la cittadinanza: una corretta comunicazione è infatti fondamentale perché i cittadini devono conoscere le azioni che l’Amministrazione attua e condividerne gli interventi sul territorio.

Qualsiasi azione, se non supportata da una convinta condivisione della cittadinanza, potrebbe risultare incompleta, pertanto si invitano i cittadini a collaborare, non interferendo con la somministrazione di cibo e mettendo in atto interventi mirati di dissuasione per impedire l’accesso e la riproduzione nelle aree di proprietà.

In cosa consiste

Il controllo farmacologico della riproduzione dei colombi viene attuato impiegando farmaco antifecondativo, a base di nicarbazina, in una dose e per un periodo adeguato a contenere le nascite. Il farmaco non presenta tossicità per i colombi e nessun rischio per i mammiferi, per i rapaci e per gli altri uccelli e per l’uomo, al dosaggio somministrato ai colombi e per il tempo di impiego del farmaco stesso.

Va inoltre sottolineato che le associazioni ambientaliste hanno a suo tempo espresso il lavoro apprezzamento per questa iniziativa, riconoscendo in particolare come le attività in programma possano garantire la tutela della biodiversità e nel tempo una corretta convivenza tra la città e questo animale un tempo tanto apprezzato, consapevoli che il piano di controllo ha come finalità l’abbassamento della soglia di colombi presenti e non la cruenta eradicazione totale delle colonie.

Come evidenziato dai risultati del lavoro svolto da Paolo Pietro Albonetti, docente dell’Università degli Studi di Genova, che, nei mesi scorsi, per conto del Comune di Cremona, ha studiato la dinamica delle colonie di colombi presenti a Cremona, i fattori che rendono stabile la popolazione e le cause che ne determinano l’aumento vi sono la disponibilità di cibo, la presenza di siti di nidificazione, l’assenza di predatori.

Danni ambientali e costi

L’aumento della densità di animali e dello stress interspecifico che tali fattori determinano, comporta ricadute quali i danni ambientali e i fastidi di convivenza visibili in tante città. Lo studio, preliminare alla definizione del protocollo di intervento ora in fase di attuazione, ha stimato una popolazione complessiva di 1000 esemplari ed anche il costo che la presenza di questi animali, in numero eccessivo rispetto alle condizioni di ottimale convivenza, determina. Tali costi, sostenuti per la pulizia ordinaria e straordinaria, anche dei monumenti, sono pari a 20-25 €/anno per ogni colombo. Importanti quindi gli interventi di contenimento che possono essere dissuasivi e di tipo farmacologico per destrutturare le colonie e contenere le nascite.

Piano di intervento triennale

Per ridurre la pressione numerica delle popolazioni di colombi è indispensabile pianificare un sistema integrato di contenimento con lo scopo di individuare ed analizzare tutte le misure necessarie, fisiche e chimiche, per raggiungere gli obiettivi; interventi circoscritti e limitati nel tempo rischiano infatti di essere inefficaci ed inutilmente dispendiosi. Da qui la predisposizione di un piano di intervento triennale, da rimodulare in futuro in funzione dei risultati e della dinamica della popolazione di colombi urbani.

Gli interventi di natura farmacologica, oltre a non comportarne l’uccisione bensì una “sterilizzazione temporanea” dei colombi, si rivela interessante anche per quanto riguarda la dinamica della popolazione, poiché permette agli animali sterilizzati di esercitare competizione per lo spazio ed il cibo e può essere gestito in modo tale da contenere il numero dei colombi urbani.

Le zona interessate

Le zone, individuate in base al flusso dei volatili ed alle abitudini che lo studio è stato in grado di definire, sono le seguenti:

  • piazza Cadorna, dove affluiscono circa 200 colombi, il punto di distribuzione sarà in grado di richiamare parte degli individui presenti in loco e nell’area di via Bissolati – via del Vasto – piazzetta S.Lucia;
  • zona Palazzo Trecchi, Palazzo Cittanova. E’ una stazione che ospita circa 50 individui e che può intercettare anche parte dei colombi di via Ugolani Dati quindi, in prospettiva, la colonia aumenterà. Questo fenomeno, tuttavia, è da interpretare in senso positivo in quanto il cosiddetto “effetto calamita” garantirà la distribuzione di mangime sterilizzante ad un numero più elevato di colombi e nel tempo la sterilizzazione di più esemplari quindi il contenimento del numero complessivo dell’intera popolazione;
  • piazza del Comune, largo Boccaccino: rappresentano il focus dell’infestazione, circondati da numerose attività antropiche (largo Boccaccino, piazza Stradivari, piazza della Pace e vie limitrofe) che rappresentano occasionali fonti di cibo. Gli interventi su questa colonia di circa 200 colombi prevedono l’allontanamento fisico e la sterilizzazione farmacologica in largo Boccaccino o piazza S. Antonio Maria Zaccaria;
  • piazza 4 Novembre e piazza S. Michele: area all’incrocio tra via XX Settembre, via Tofane e via Ottolini ricca di vegetazione d’alto fusto e circondata da edifici con una colonia di circa 80 individui che saranno oggetto del trattamento farmacologico;
  • piazza S. Michele: in questa piazza sono presenti circa 40 individui che saranno attirati in piazza 4 Novembre;
  • piazza Roma: ospitando un parco e poiché molto frequentata vi si possono osservare circa 100 colombi;
    via della Torre e aree limitrofe. Si tratta di una zona complessa con ristrutturazioni in corso che obbligano i colombi a disperdersi; la presenza di ex-caserme e spazi verdi di pertinenza con scarsa manutenzione offrono loro ospitalità. In questa situazione per contenere una colonia di circa 100 colombi è necessario un intervento sinergico attraverso la sterilizzazione chimica e la dissuasione fisica;
  • piazza Giovanni XXII: lo studio ha evidenziato voli sporadici di circa 30 colombi che non rappresentano una situazione di criticità tali da giustificare il posizionamento di una stazione di distribuzione.
  • piazza S. Omobono: sarà un sito da tenere sotto osservazione sebbene non vi siano tracce di presenze importanti di colombi.
  • via Ugolani Dati: al momento i circa 30 voli avvistatati si dirigono in direzione via Trecchi e piazza Roma dove saranno intercettati.
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