Nel pomeriggio di mercoledì 22 aprile 2026, i Carabinieri della Stazione di Romanengo hanno tratto in arresto un quarantottenne pregiudicato per aver violato la misura dell’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla madre.
Il tentativo di incursione nell’abitazione
L’intervento è scattato poco prima delle ore 14:00, quando la centrale operativa di Crema ha ricevuto la richiesta d’aiuto della madre, allarmata dalla presenza del figlio presso la propria abitazione di Ricengo.
La residente, dopo aver scorto il parente dalla finestra, si è rifiutata di aprire la porta invitandolo ad allontanarsi. Il figlio, ignorando le prescrizioni dell’autorità giudiziaria, si è spostato sul retro dell’edificio nel tentativo di individuare un accesso incustodito. Al loro arrivo, i militari hanno sorpreso il quarantottenne proprio mentre scrutava all’interno della casa attraverso un infisso. L’indagato è stato immediatamente bloccato e condotto in caserma.
I precedenti e i maltrattamenti sistematici
La vicenda affonda le radici in una condotta vessatoria reiterata. Il soggetto, già scarcerato nel dicembre scorso dopo una condanna per maltrattamenti, era stato nuovamente accolto dalla vittima dopo un periodo trascorso in comunità. Tuttavia, l’abuso di sostanze alcoliche aveva rialimentato tensioni sfociate in insulti e minacce di morte. Lo scorso 14 aprile, i Carabinieri di Camisano avevano notificato al pregiudicato l’ordinanza emessa dal Tribunale di Cremona proprio per tutelare l’incolumità della donna da tali minacce sistematiche.
La convalida e la custodia in carcere
Nella mattinata di giovedì 23 aprile 2026, il Giudice del Tribunale di Cremona ha convalidato l’arresto eseguito dall’Arma. Valutata la gravità dei fatti e l’inefficacia della precedente misura cautelare, l’Autorità Giudiziaria ha disposto la custodia cautelare in carcere per il quarantottenne. La decisione definitiva è stata rinviata all’udienza fissata per il prossimo 28 maggio.