Sabato 17 ottobre 2020

Giornata Mondiale contro Ipertensione Arteriosa: per vivere più a lungo, misura e controlla la tua pressione

L’ASST di Cremona non sarà in piazza come di consueto, ma ha in serbo una importante novità. 

Giornata Mondiale contro Ipertensione Arteriosa: per vivere più a lungo, misura e controlla la tua pressione
Cremona, 16 Ottobre 2020 ore 15:50

Domani, 17 ottobre 2020, si svolgerà la XVI Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa: a causa della pandemia l’edizione 2020 sarà celebrata in maniera virtuale.

XVI Giornata Mondiale contro l’Ipertensione Arteriosa

A causa della pandemia, l’edizione 2020 della Giornata Mondiale contro l’ipertensione si svolgerà il 17 ottobre 2020 (di solito è a maggio) e sarà celebrata in maniera virtuale.

L’ASST di Cremona non sarà in piazza come di consueto, ma ha in serbo una importante novità. Rosario Ariano – Referente del Centro Ipertensione dell’ASST di Cremona – spiega perché, oggi più che mai, questa giornata è davvero importante e qual è la novità.

Ipertensione, prima causa di morte

Dottor Ariano, perché dedicare anche quest’anno, in piena pandemia una giornata mondiale all’ipertensione arteriosa?

Anzitutto la giornata mondiale è stata posticipata a causa dell’emergenza sanitaria in corso, dalla World Hypertension League e dalla Società Italiana dell’Ipertensione arteriosa, a cui aderisce il nostro Centro Ipertensione.

Senza nulla togliere alla gravità di questo inaspettato e devastante tsunami, alcuni numeri a confronto possono aiutarci a capire. Nel mondo da inizio pandemia al 15 ottobre 2020 si sono registrati 38,4 milioni di casi di Sars-Cov-2 con 1.09 milioni di decessi. Le persone affette da ipertensione arteriosa nel mondo sono 1.5 miliardi con 10 milioni di decessi correlati ogni anno. In Italia abbiamo avuto da inizio pandemia 373.000 casi di COVID 19 con 36.289 decessi, mentre gli ipertesi sono oltre 15 milioni con 280.000 decessi ogni anno. A questo si aggiunga che secondo un recente studio italiano in ambito cardiologico, l’accesso al pronto soccorso per infarto miocardico nel marzo 2020, in piena pandemia, si è ridotto quasi del 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un aumento significativo dei tassi di mortalità e complicanze gravi.

Ci sono correlazioni fra Covid-19 e ipertensione?

I pazienti gravemente ipertesi hanno un decorso più sfavorevole in caso di malattia da coronavirus mentre la terapia antipertensiva non influenza se non favorevolmente l’andamento della malattia. L’uso di alcuni farmaci assunti dagli ipertesi per trattare alcune comorbidità, come gli anticoagulanti orali o le “statine”, utilizzate per ridurre la colesterolemia, si associa, secondo studi recenti, ad un miglior esito della malattia.

L’Ipertensione Arteriosa rimane la 1° causa di mortalità per eventi cardiovascolari (ictus, infarto, altre complicanze cardiovascolari) e la prima causa, insieme al diabete mellito, di insufficienza renale terminale che può necessitare di dialisi o trapianto. E’ così?

Si è così. Purtroppo solo il 50% degli ipertesi sa di esserlo nei paesi ad alto reddito, mentre questa percentuale di riduce a meno del 40% nei paesi a reddito medio basso e, in alcune regioni del mondo, al 10% circa. Solo la metà degli ipertesi nel mondo raggiunge i livelli pressori consigliati; in Italia dati recenti evidenziano tuttavia un significativo miglioramento, con un 60% delle persone ipertese controllate a target. Una migliore diagnosi e trattamento dell’ipertensione potrebbe salvare un elevatissimo numero di vite umane ed evitare gravi complicanze e disabilità.

Quali le raccomandazioni rivolte alla popolazione per prevenire l’ipertensione arteriosa?

  • Misurare periodicamente la pressione arteriosa, anche con gli apparecchi automatici disponibili per l’automisurazione a domicilio, oppure in occasione delle visite dal medico di famiglia o in farmacia
  • Evitare l’eccessivo consumo di sale con l’alimentazione, la sedentarietà, il fumo di sigaretta, l’eccessivo uso di alcol, il sovrappeso o l’obesità, assumere quotidianamente frutta e verdura, svolgere regolarmente attività fisica
  • Sottoporsi ad una visita medica ed ad esami di laboratorio almeno una volta l’anno
  • In caso di riscontro di pressione arteriosa > 140/90, soglia per la definizione di ipertensione arteriosa, rivolgersi al proprio medico

Quando è necessario consultare lo specialista?

In caso di ipertensione complicata, con segni di danno d’organo o resistente alla terapia, consultare uno specialista e, laddove disponibile, fare riferimento ad un Centro per l’Ipertensione Arteriosa. Un’indagine italiana condotta nel 2014 ha mostrato, infatti, che nelle regioni dove maggiore è la presenza di Centri Ipertensione accreditati, quali quello in attività presso l’Ospedale di Cremona, il controllo dell’ipertensione arteriosa nella popolazione ipertesa e migliore e gravato da minori complicanze.

ASST Cremona e ipertensione, c’è una novità

“Il nostro Centro Ipertensione – Spiega Rosario Ariano –  è in fase di riorganizzazione. Da lunedì 19 ottobre 2020 sarà collocato al sesto piano dell’Ospedale, presso il locali del Centro Diabetologico col quale, anche in ragione della frequente coesistenza delle due patologie (diabete ed ipertensione sono stati definiti i cattivi compagni), è da anni in atto una stretta collaborazione e sinergia”.

“Le visite o gli esami strumentali, come il monitoraggio della pressione delle 24 ore (Holter pressorio), saranno prenotabili anche presso lo sportello CUP situato nelle immediate vicinanze del Centro Ipertensione. Questo – continua Ariano – faciliterà ulteriormente la presa in carico del paziente che dopo ogni controllo può fissare, nell’immediato, quello successivo. L’approccio alla malattia ipertensiva sarà sempre più integrato e multidisciplinare con percorsi che facilitano il paziente”.

(Foto di copertina: Rosario Ariano e l’infermiera Cristina Carrara, che coadiuverà il dr. Ariano nell’attività del Centro)

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