CRONACA

Divieto di avvicinamento per un 63enne: nuova misura dopo mesi di molestie all’ex moglie

Già condannato per maltrattamenti e sequestro di persona, avrebbe ripreso a perseguitare la donna e i figli dopo l’uscita dal carcere

Divieto di avvicinamento per un 63enne: nuova misura dopo mesi di molestie all’ex moglie

Nella mattina di ieri, giovedì 9 aprile 2026, i Carabinieri della Stazione di Bagnolo Cremasco hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa della misura del divieto di avvicinamento all’ex moglie nei confronti di un 63enne pregiudicato, ritenuto responsabile del reato di atti persecutori.

Maltrattamenti e sequestro di persona

Il 63enne era già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Cremona ed era stato arrestato il 21 marzo 2025 dai Carabinieri di Bagnolo Cremasco. A suo carico erano stati raccolti gravi indizi per atti persecutori e sequestro di persona ai danni dell’ex moglie.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal GIP del Tribunale di Cremona, durante un periodo di convivenza successivo al divorzio avrebbe messo in atto comportamenti oppressivi e maltrattanti. L’episodio più grave si è verificato una sera di marzo 2025, quando l’ex moglie, salita in auto ignara che l’ex marito si fosse introdotto poco prima nell’abitacolo e vi si fosse nascosto, è stata afferrata per i capelli e bloccata, per poi essere minacciata di morte con della benzina contenuta in un flacone.

Il 63enne ha poi trattenuto in auto l’ex moglie, che aveva cercato invano di scappare, costringendola a raggiungere un luogo appartato. Solo successivamente la vittima era riuscita a calmarlo, e l’uomo aveva poi deciso di buttare in un fosso il contenitore con la benzina, lasciandola andare.

L’ex moglie aveva quindi richiesto l’intervento tempestivo dei Carabinieri per denunciare l’ex marito, riferendo tutto ai militari e riportando anche episodi del passato mai denunciati.

A seguito dei dovuti accertamenti, dopo aver recuperato il flacone con la benzina trovato nel punto indicato dalla vittima, sono stati ricostruiti gli avvenimenti, accertando anche precedenti comportamenti autoritari del 63enne, che però non aveva mai usato violenza fisica.

Era stata avvisata l’Autorità Giudiziaria che, alla luce dei gravi indizi di colpevolezza raccolti e della necessità di applicare una misura cautelare, aveva valutato il quadro complessivo. Il GIP, considerando la gravità dei fatti contestati, l’assenza di autocontrollo, l’indole aggressiva dell’uomo e il concreto rischio di reiterazione, aveva quindi disposto la custodia cautelare in carcere, eseguita subito dopo dai Carabinieri.

Dopo quell’episodio, il 63enne era stato condannato nel maggio 2025 a un anno e tre mesi di reclusione, pena che aveva scontato fino allo scorso marzo. Una volta uscito dal carcere, però, aveva ripreso a manifestare condotte moleste e persecutorie, sempre più frequenti e accompagnate anche da minacce, rivolte sia all’ex moglie sia ai figli.

In un primo momento aveva tentato di contattare la donna tramite applicazioni di messaggistica; poi aveva chiesto e ottenuto un incontro con i figli, durante il quale aveva preteso del denaro e, di fronte al loro rifiuto, li aveva intimiditi.

Paura per la propria incolumità

Successivamente aveva cercato nuovamente di avvicinare l’ex moglie, presentandosi più volte sotto la sua abitazione, rendendo necessario l’intervento delle pattuglie dei Carabinieri per evitare un confronto diretto.

Alcuni giorni fa la donna aveva deciso di rivolgersi ai Carabinieri di Bagnolo Cremasco, denunciando una serie di pressioni e avvicinamenti insistenti, tali da provocarle un grave e persistente stato d’ansia, paura per la propria incolumità e preoccupazione per la sicurezza dei figli.

I provvedimenti

I militari hanno ricostruito l’intera vicenda e trasmesso gli esiti all’Autorità Giudiziaria, che – alla luce della continua reiterazione delle condotte – ha ritenuto necessario intervenire con un provvedimento di tutela. Nei confronti del 63enne è stato disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi di vita e di frequentazione della vittima e dei figli, oltre al divieto di comunicare con loro in qualsiasi forma. Per garantire il rispetto della misura, all’uomo verrà applicato anche il braccialetto elettronico.