Cremona

Denaro e sesso per non denunciarla del furto commesso: arrestata guardia giurata

Dovrà rispondere di estorsione, tentata violenza sessuale e violenza privata.

Denaro e sesso per non denunciarla del furto commesso: arrestata guardia giurata
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Cremona: una donna tenta di rubare una piastra per capelli in un centro commerciale. Fermata dall’addetto alla vigilanza, paga la merce. Ma lui in più occasioni le chiede denaro e prestazioni sessuali per non denunciarla. Arrestato per estorsione, tentata violenza sessuale e violenza privata.

Soldi e sesso per essere denunciata

Ha preteso dalla vittima soldi e sesso per non denunciarla per un tentato furto di una piastra per capelli commesso presso un centro commerciale della città.

Arrestata guardia giurata

Il primo pomeriggio del 21 settembre 2022 i Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Cremona sono intervenuti nella flagranza di reato e hanno arrestato per estorsione, tentata violenza sessuale e violenza privata un cittadino italiano di 53 anni, guardia giurata di un centro commerciale del capoluogo.

Il furto della piastra per capelli

La vicenda ha preso avvio quando a fine agosto una donna si era recata presso un centro commerciale di Cremona e aveva deciso di impossessarsi di una piastra per capelli del valore di 50 euro. Aveva tentato di lasciare l’esercizio commerciale passando attraverso l’uscita senza acquisti, ma era stata fermata dai vigilantes del negozio.

Accompagnata in uno stanza, la donna aveva ammesso il furto e si era resa disponibile a pagare il prodotto per non avere conseguenze di carattere penale tenuto conto che non lavora e che è alla ricerca di un’occupazione e la denuncia le avrebbe precluso questa possibilità. La guardia giurata le ha concesso di pagare, ma aveva tenuto copia del suo documento e il suo numero di telefono.

Il ricatto

E da quel momento è iniziato l’incubo della vittima. Quello stesso giorno l’ha contattata al telefono spiegandole che comunque lui aveva tre mesi di tempo per denunciarla, ma dicendole anche di stare tranquilla e che avrebbe potuto risolvere tutto rendendosi disponibile nei suoi confronti.

Dopo diversi giorni, a metà settembre, l’ha chiamata nuovamente e le ha chiesto di incontrarsi in un luogo appartato della periferia della città e le ha detto di non dire nulla a nessuno. Durante questo incontro, avvenuto in macchina, l’uomo le ha preso il telefono e lo ha spento. Poi le ha detto che aveva fatto dei viaggi per spiegare ai suoi capi la vicenda del furto, che voleva un rimborso di 150 euro e che doveva fare tutto ciò che lui le avrebbe chiesto.

La ragazza era terrorizzata, ma per risolvere la situazione ha dovuto accettare le richieste. Ha consegnato la somma e l’uomo le ha fatto ripetere delle frasi in cui lei lo ringraziava per il suo interessamento nella vicenda del tentato furto e desiderava avere un rapporto sessuale con lui.

Terminato l’incontro la donna, scioccata e sconvolta, ha raccontato tutto alla madre che le ha consigliato di denunciare la vicenda ai carabinieri, cosa che ha fatto.

Alcuni giorni dopo il 53enne è tornato alla carica e in una telefonata le ha detto che doveva esserle grata per quanto fatto per lei e che doveva essere sempre a sua disposizione per quello che lui le chiedeva, dicendole anche che a breve avrebbero dovuto incontrarsi nuovamente.

L'avvio delle indagini

Nel frattempo i carabinieri di Cremona avevano dato inizio alle indagini e avevano identificato l’autore dei fatti. Il 53enne ha incalzato la vittima dandole un appuntamento per il pomeriggio del 21 settembre e la donna si è presentata in caserma per comunicarlo immediatamente ai militari, riferendo anche che era sua intenzione aderire all’invito perché aveva già detto all’uomo che questo sarebbe stato l’incontro che avrebbe chiuso definitivamente i loro rapporti.

L'incontro trappola

Il primo pomeriggio del 21 settembre la donna è stata contattata dal 53enne che le ha dato l’appuntamento in un luogo isolato fuori città e la donna ha deciso di recarsi all’incontro. I carabinieri della Sezione Operativa hanno quindi organizzato un apposito servizio e numerosi militari in abiti civili hanno seguito l’auto della donna pronti a intervenire nel momento opportuno. La donna, sapendo che l’uomo le avrebbe fatto spegnere il cellulare, ha nascosto un secondo telefono sotto un sedile in modo da poter registrare le conversazioni dell’intero incontro.

Presentatosi all’incontro, l’uomo è salito sull’auto della donna, ha preso il suo cellullare e lo ha spento. Ma il secondo cellulare stava registrando tutto. Quindi, il 53enne le ha chiesto 50 euro e di ripetere alcune frasi denigratorie, intimandole di avere un rapporto sessuale con lui. La donna ha consegnato i 50 euro all’uomo, ma alla richiesta di prestazione sessuale è scesa dall’auto.

Bloccato e arrestato

I carabinieri stavano già intervenendo e hanno bloccato l’uomo mentre stava scendendo dal mezzo e, capito cosa stava succedendo perché ha visto diversi uomini che si avvicinavano rapidamente al veicolo, ha lasciato cadere la banconota da 50 euro nel vano portaoggetti del veicolo, credendo di non essere visto.

I militari a quel punto lo hanno fermato e hanno tranquillizzato la donna che era evidentemente spaventata e in un forte stato di agitazione. Accompagnato presso la caserma di Cremona, è stato dichiarato in arresto per estorsione, tentata violenza sessuale e violenza privata. Il denaro è stato restituito alla vittima e il 53enne è stato successivamente accompagnato presso il carcere di Cà del Ferro. La mattina del 23 settembre l’arresto è stato convalidato.

Da parte dei militari della Sezione Operativa sono in corso ulteriori indagini per accertare se l’uomo, in passato, ha tenuto condotte analoghe nei confronti di altre donne.

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