Il grazie per il lavoro svolto

Claudia Balotta e Annalisa Malara ricevute in Comune a Cremona

Un’occasione di ringraziamento ma anche e soprattutto di ascolto e confronto.

Claudia Balotta e Annalisa Malara ricevute in Comune a Cremona
Cremona, 22 Giugno 2020 ore 13:49

Ricevute in mattinata in Comune  a Cremona l’infettivologa Claudia Balotta e l’anestesista Annalisa Malara.

Claudia Balotta e Annalisa Malara ricevute in Comune a Cremona

Un’occasione di ringraziamento per il lavoro che hanno svolto e continuano a svolgere, ma anche e soprattutto un momento di ascolto e di confronto. E’ quello che si è avvenuto questa mattina, nella Sala della Consulta di Palazzo Comunale, dove il Sindaco ha invitato Claudia Balotta, infettivologa, e Annalisa Malara, anestesista. Doveva essere presente anche l’infermiera Elena Pagliarini che, per un impegno improvviso, non è potuta intervenire.

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Insieme al Sindaco c’erano il Presidente del Consiglio Comunale, Paolo Carletti, e l’intera Giunta. Un incontro che avviene dopo che il Capo dello Stato Sergio Mattarella, nelle scorse settimane, ha nominato queste tre donne Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica insieme ad un gruppo di cittadini che si sono distinti durante l’emergenza sanitaria.

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L’incontro

Un incontro svoltosi in modo informale ma davvero sentito e partecipato nel corso del quale non solo sono stati ripercorsi i momenti difficili e tremendi che, dall’insorgere dell’emergenza, si sono protratti per un lungo ed estenuante periodo.

Claudia Balotta, infettivologa, ha infatti coordinato l’équipe dell’Ospedale Sacco di Milano riuscendo ad identificare il ceppo italiano coronavirus. La dottoressa e la sua équipe hanno lavorato ininterrottamente per isolare il virus. Una corsa contro il tempo che ha restituito risultati vitali grazie al suo e del suo team di giovani ricercatori.

Annalisa Malara, anestesista, ha individuato per prima il focolaio italiano della malattia, diagnosticando il coronavirus nel paziente 1, Mattia Maestri, che era stato ricoverato presso l’Ospedale di Codogno, con una polmonite resistente alle terapie.

Esperienze diverse ma accomunate, come loro stesse hanno dichiarato, dall’avere svolto solo il proprio lavoro in modo attento, spinte dalla consapevolezza di trovarsi di fronte ad una situazione inaspettata che andava approfondita. Un impegno che ha fatto prendere coscienza della necessità di prepararsi per il futuro sia per quanto riguarda la necessità di dotare le strutture ospedaliere di attrezzature adeguate, sia di proseguire ancora più incisivamente nel campo della ricerca.

Al termine il Sindaco ha detto di come sia importante fare tesoro di quanto avvenuto, delle necessità non solo di disporre, giustamente di nuove apparecchiature e di maggiori posti disponibili in terapia intensiva, ma anche di incrementare in modo significativo il personale sanitario e di rafforzare il sistema della medicina territoriale.

Alla due ospiti è stato infine consegnato un omaggio floreale.

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