Capotreno aggredito parla l'aggressore "Mio figlio disabile trattato come un sacco"

L'aggressore si scusa e fornisce una versione della vicenda del tutto differente rispetto a quella diffusa da Trenord.

Capotreno aggredito parla l'aggressore "Mio figlio disabile trattato come un sacco"
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Capotreno aggredito: arriva la versione di colui che ha sferrato calci e pugni al ferroviere.

Capotreno aggredito

E' rimbalzata ovunque la notizia dell'aggressione a danno di un capotreno di 54 anni che attorno alle 19.30 è stato improvvisamente aggredito da un uomo mentre si trovava sulla banchina della stazione di Cremona. Il capotreno ha ricevuto un pugno in faccia e un calcio in pancia, e benchè fosse caduto a terra, l’uomo ha continuato a scagliarsi contro di lui. Quando altri passeggeri si sono resi conto di quanto stava accadendo, sono intervenuti a dividerli. Mentre la Lega invoca la militarizzazione dei convogli.

Parla l'aggressore

A raccontare le motivazione dietro al gesto violento è proprio l'aggressore al Corriere della Sera. Per prima cosa il 36enne fa pubblica ammenda per il grave atto di violenza commessa che ha provocato un trauma cranico e una prognosi di 7 giorni al capotreno. Andrea Pistoia sostiene di aver perso la testa in seguito a un comportamento irrispettoso del capotreno a danno di suo figlio disabile, costretto in carrozzella a causa di un incidente. A far scattare la scintilla sarebbe stato il racconto della moglie del pizzaiolo che viaggiava sul sul convoglio regionale 2661 da Milano Centrale a Mantova, via Cremona. La donna avrebbe detto al marito che il capotreno non le avrebbe risposto quando lei gli avrebbe chiesto se il treno in arrivo fosse quello che stava aspettando, invitandola ad andare a guardare il cartellone. Una volta tornata, sempre stando al racconto della donna, avrebbe trovato le porte chiuse e si sarebbe messa a gridare e a piangere per poter salire. Una volta salita sarebbe stata abbandonata con la carrozzella in uno spazio tra uno scompartimento e l'altro. Rischiando, sempre secondo la versione dei genitori, che il figlio cadesse durante l'apertura delle porte.

Versione differente

Trenord fornisce invece una versione del tutto differente: la donna sarebbe arrivata in ritardo sul binario, impedendo alle porte di chiudersi, la porta si sarebbe così riaperta e il capotreno avrebbe accolto a bordo i viaggiatori. L'uomo avrebbe fatto presente l'irregolarità del comportamento ai fini della sicurezza alla donna per poi prodigarsi a richiedere l'arrivo presso un binario accessibile alla stazione di Cremona. Questo per facilitare la discesa del bimbo in carrozzella dal convoglio. Si puntualizza anche che il bambino fosse stato messo in una zona adatta per il viaggio in sicurezza.  Due versioni decisamente agli antipodi su cui faranno chiarezza i carabinieri che stanno indagando.

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