Tre minorenni di Cremona sono stati raggiunti da misure cautelari per tentate rapine commesse in aprile: due finiscono in comunità educativa e uno ai domiciliari. Le indagini dei Carabinieri hanno ricostruito aggressioni e minacce con coltelli ai danni di coetanei in centro città.
Tentate rapine: nei guai tre minorenni
La mattina del 17 dicembre 2025, i Carabinieri del Comando Provinciale di Cremona hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di tre minorenni, accusati di aver tentato diverse rapine nel mese di aprile. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Brescia ha disposto per due dei ragazzi il collocamento in comunità educativa, mentre per il terzo è stata confermata la misura della permanenza domiciliare.
Accerchiati e minacciati con coltelli
Le misure scaturiscono da un’indagine condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cremona, coordinata dalla Procura per i Minorenni di Brescia. L’attività investigativa si inserisce in un più ampio quadro di controlli su un gruppo di giovanissimi ritenuti responsabili di aggressioni e rapine ai danni di coetanei. In diversi episodi, le vittime erano state circondate in strada, minacciate con coltelli, picchiate e, in alcuni casi, ferite da coltellate.
L’ordinanza riguarda in particolare quattro tentate rapine commesse il 13 e il 21 aprile 2025. In quelle occasioni, gruppi di ragazzi, tra cui gli odierni indagati, avrebbero accerchiato le vittime, brandendo coltelli e minacciandole per ottenere denaro o effetti personali.
Le indagini
Gli investigatori hanno ricostruito i fatti attraverso controlli mirati nel centro città, analisi dei sistemi di videosorveglianza e raccolta di testimonianze dirette. Grazie a queste attività, il gruppo di giovani è stato identificato come responsabile di diversi episodi criminosi avvenuti nei mesi primaverili.
I ragazzi raggiunti oggi dalle nuove misure cautelari erano già sottoposti a provvedimenti simili per reati precedenti: due di loro erano già in comunità educativa, mentre il terzo osservava la permanenza domiciliare.