CRONACA

Addio a Lucia Ronda, l’artista che ha attraversato più di un secolo di storia

Si è spenta a 111 anni nella RSA La Risaia, lasciando un’eredità culturale e umana unica

Addio a Lucia Ronda, l’artista che ha attraversato più di un secolo di storia

Era nata a Casalmaggiore il 22 aprile 1914 la signora Lucia Ronda, scomparsa pochi giorni fa, e che avrebbe compiuto 112 anni a breve.

Scomparsa a 111 anni

Lucia Ronda, scomparsa all’età di 111 anni, era ospite della RSA La Risaia di Marcignago, nel Pavese. La sua vita è stata segnata da traguardi eccezionali: prima donna a diplomarsi all’Accademia di Brera, aveva collaborato anche alle lavorazioni artistiche del Duomo di Milano. Una figura che ha attraversato oltre un secolo di storia, superando guerre, cambiamenti epocali e persino pandemie, mantenendo sempre una straordinaria lucidità e una profonda passione per l’arte.

La comunità di Marcignago e la provincia di Pavia ricordano oggi con affetto Lucia Clementa Ronda, considerata una vera memoria storica del territorio. Da anni residente nella struttura, era molto amata dal personale e dagli altri ospiti, che la vedevano come un simbolo di forza e longevità. Il prossimo 22 aprile avrebbe raggiunto il traguardo dei 112 anni, un primato che la rendeva la donna più longeva della Lombardia.

Una donna d’arte

Come riporta Prima Pavia, Lucia Ronda ha lasciato un segno profondo nella storia dell’arte italiana: fu infatti la prima donna a diplomarsi all’Accademia di Brera, un traguardo che aprì la strada alla sua lunga attività artistica. Il suo talento venne riconosciuto anche dall’allora cardinale Giovanni Battista Montini – futuro Papa Paolo VI – che la volle al fianco dello scultore Luciano Minguzzi per la realizzazione di uno dei portali del Duomo di Milano, un incarico prestigioso che ne confermò la statura professionale.

La sua carriera prese forma in anni difficili, nel pieno della Seconda guerra mondiale, quando si occupava di disegnare le mappe dei rifugi antiaerei. Terminato il conflitto, proseguì il suo percorso dedicandosi alla bigiotteria artistica, continuando a esprimere creatività e precisione in ogni lavoro. Una vita interamente intrecciata all’arte, vissuta con passione e determinazione.

La serenità che trasmetteva

Lucia era diventata il punto di riferimento affettivo della RSA: il personale la chiamava “il nostro sole” per la sua capacità di trasmettere serenità anche nei momenti più difficili. Appena arrivata aveva chiesto carta e carboncini per ritrarre gli operatori, e anche quando non ha più potuto disegnare, il suo carattere luminoso ha continuato a farsi sentire nella vita quotidiana della struttura.