SICUREZZA PUBBLICA

41 misure di prevenzione dopo le risse vicino ai locali: coinvolti 17 soggetti di diverse nazionalità

Provvedimenti restrittivi verso i soggetti coinvolti negli scontri violenti presso esercizi commerciali

41 misure di prevenzione dopo le risse vicino ai locali: coinvolti 17 soggetti di diverse nazionalità

Il Questore della Provincia di Cremona ha disposto l’emissione di 41 misure di prevenzione a seguito degli episodi di violenza occorsi nei giorni scorsi in prossimità di due esercizi pubblici del capoluogo.

Il provvedimento riguarda complessivamente 17 individui, identificati come partecipanti agli scontri: 7 di nazionalità albanese, 7 di nazionalità rumena, 2 di nazionalità marocchina e 1 cittadino italiano. L’iniziativa mira a monitorare le condotte dei soggetti e a interdire l’accesso alle aree interessate dagli eventi, oltre che a prevenire la reiterazione di comportamenti illeciti.

Il dettaglio dei provvedimenti adottati

L’autorità di pubblica sicurezza ha articolato l’intervento attraverso quattro tipologie di atti:

  • 17 provvedimenti DACUR: impongono il divieto di accesso e stazionamento in specifiche aree urbane caratterizzate dalla presenza di esercizi pubblici.

  • 17 Daspo sportivi: emessi come misure “fuori contesto” a causa della natura violenta delle risse, precludono ai destinatari la partecipazione a qualsiasi manifestazione sportiva sul territorio nazionale per la durata di un anno.

  • 5 Avvisi Orali: indirizzati a soggetti con precedenti penali, costituiscono un formale invito a modificare la propria condotta. Il mancato rispetto di tali prescrizioni può condurre all’adozione della misura della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza.

  • 2 Fogli di Via: notificati nei confronti di soggetti privi di legami stabili con il territorio cremonese, con l’obbligo di allontanamento immediato e il divieto di ritorno nel comune.

Obiettivi del piano di controllo

Lo scopo dell’operazione è circoscrivere il raggio d’azione dei partecipanti agli scontri, allontanandoli dai contesti in cui si sono verificate le condotte violente. Attraverso questo intervento, la Questura intende limitare la capacità di tali soggetti di compiere ulteriori reati, estendendo la vigilanza anche ad ambiti differenti da quello in cui è maturata l’azione criminosa iniziale.