Il tour

Xenotrapianto, il tour dell’assessore Fermi passa da Avantea a Cremona

L'eccellenza della ricerca biotecnologica cremonese lavora alla progettazione di maiali geneticamente modificati i cui organi siano compatibili con i pazienti umani. L'assessore regionale Fermi ha visitato il laboratorio durante la tappa del tour dell'innovazione

Xenotrapianto, il tour dell’assessore Fermi passa da Avantea a Cremona

La tappa cremonese del tour dell’assessore regionale Alessandro Fermi ha portato il focus sulla ricerca d’eccellenza nel campo della biotecnologia e dello xenotrapianto. La visita è stata al laboratorio Avantea, che si distingue come leader internazionale nel campo della riproduzione assistita e dell’ingegneria genetica, e che ha vinto il bando Collabora&Innova promosso da Regione Lombardia.

Al centro del progetto finanziato c’è una sfida affascinante e complessa: è possibile progettare un allevamento di maiali geneticamente modificati, in modo tale che i loro organi siano il più possibile compatibili con quelli umani? Una domanda che Avantea si pone da oltre vent’anni.

Leader europeo nella ricerca sullo xenotrapianto

Avantea è leader in Europa per l’innovazione nel campo dell’ingegneria genetica applicata alla riproduzione animale. Il progetto presentato al bando Collabora&Innova prosegue un percorso già intrapreso due decenni fa dal laboratorio di ricerca: comprendere più a fondo la meccanica del trapianto di organi di origine animale, in particolare da maiali, manipolandone il Dna per scongiurare il fenomeno del rigetto umano.

“Dal 2005 ci siamo occupati di sviluppare maiali idonei, i cui tessuti siano utilizzabili anche per gli umani”, ha spiegato Cesare Galli, direttore del laboratorio. “La finalità è quella di trovare fonti alternative di organi, considerato che quelli di origine umana sono sempre più difficili da reperire. Uno dei pilastri dello xenotrapianto è che il maiale abbia subito modifiche genetiche che lo rendano meno immunogeno per l’uomo”.

Il problema del rigetto immunologico

Il sistema immunitario umano tende a “respingere” un organo che non gli appartiene inizialmente, causando il fallimento del trapianto. Si tratta del fenomeno del rigetto, una problematica comune anche nel caso in cui il trapianto avvenga da un umano a un umano. È una delle sfide più critiche che la ricerca biotecnologica deve affrontare per rendere possibile lo xenotrapianto su larga scala.

Andrea Perota, biologo molecolare di Avantea, spiega la portata innovativa del progetto:

“Avantea col progetto Dono si è presentata come candidato per poter allestire una prima piattaforma che renda possibile l’applicazione delle procedure di xenotrapianto anche in Italia. È sicuramente un progetto pionieristico, per cui non ci sarà di certo un trasferimento diretto di tutte quelle che saranno le conoscenze che deriveranno da questo progetto, in quanto il progetto non prevede alcun tipo di applicazione clinica. Ma in laboratorio si vuole caratterizzare sempre di più quelle che sono le caratteristiche dei nostri animali, capire quali possono essere i loro punti critici e come arrivare a migliorare il tutto affinché quando sarà possibile effettuare questo tipo di procedura si sia pronti e si possa garantire ai pazienti che riceveranno questi organi modificati una miglior qualità di vita”.

Gli obiettivi della ricerca nei prossimi trenta mesi

L’obiettivo è comprendere quali siano i limiti e gli ostacoli della sopravvivenza dell’organo a lungo termine una volta impiantato. Come approccio, Avantea sta lavorando in vitro, mentre l’Istituto Mario Negri si occupa di studiare la risposta immunitaria con test, sempre in vitro. Si sta cercando anche di sviluppare un kit diagnostico per testare la presenza di batteri e virus in modo molto più rapido, utilizzando piastre che consentono di verificare la presenza di una ventina di patogeni in un’unica analisi.

Ma lo sguardo è rivolto anche a una prospettiva futuristica: progettare un allevamento barrierato, in cui i maiali siano tenuti in una sfera di vetro per evitare che batteri o virus entrino in contatto con loro.

Il finanziamento del bando Collabora&Innova

Il bando Collabora&Innova di Regione Lombardia ha riconosciuto l’importanza strategica di questo progetto. Le risorse stanziate sono significative: un milione di euro per Avantea e altrettanto per gli altri membri del partenariato.

Galli sottolinea l’importanza del riconoscimento: “Sono progetti molto competitivi, finanziati da fondi europei. È già il secondo progetto che viene finanziato – nel 2010 siamo stati sostenuti in un progetto simile. Regione Lombardia ha sempre dimostrato una certa sensibilità in questo ambito, e questo è molto apprezzato”.

Il commento di Fermi sulla trasversalità dei finanziamenti regionali

L’assessore regionale Fermi ha evidenziato come il finanziamento di Avantea dimostri la trasversalità dell’approccio regionale:

“Fa capire quanto nell’ambito della ricerca e innovazione, in questo caso molto più ricerca che innovazione, i finanziamenti che mettiamo in campo riescono veramente ad essere ipertrasversali rispetto ai settori. Questa è la dimostrazione che la linea di finanziamento è corretta perché riesce ad abbracciare settori profondamente differenti”.

Fermi ha anche notato che Avantea ha partecipato a più bandi regionali:

“Anche il fatto che i settori che sono in qualche modo lontani dagli altri che abbiamo visto continuano ad abbracciare questo tipo di finanziamenti e a fare domande per nuove sperimentazioni, nuove ricerche, è la prova che questi strumenti funzionano davvero e rispondono alle esigenze reali del territorio e della ricerca”.