Da domani, 27 febbraio 2026, a Cremona e provincia scattano le misure antinquinamento di primo livello a causa del superamento dei limiti di PM10. I provvedimenti includono il blocco dei veicoli più inquinanti, la riduzione del riscaldamento e restrizioni su stufe a biomassa e spandimento liquami.
Smog oltre i limiti a Cremona
Cremona si trova sotto una coltre di smog che non accenna a diradarsi. I rilievi effettuati da Arpa Lombardia hanno confermato quello che i cittadini già percepivano: per il secondo giorno consecutivo, i livelli di PM10 hanno superato la soglia critica. Una situazione che, complici le previsioni meteo sfavorevoli, ha fatto scattare inevitabilmente il “semaforo rosso” della Regione. Da domani, venerdì 27 febbraio 2026, la città del Torrazzo e la provincia entreranno ufficialmente in regime di misure antinquinamento di primo livello.
In base ai dati rilevati questa mattina e riferiti alla giornata di ieri, mercoledì 25 febbraio, la media delle stazioni del programma di valutazioni della provincia (Fatebenefratelli 66, Cadorna 66, Crema 57, Soresina 69) è infatti di 64,5 microgrammi/m3. I dati rilevati in città sono i seguenti: Fatebenefratelli 66, Cadorna 66, Spinadesco 62, per una media di 64,7 microgrammi/m3 (per l’attivazione delle misure di primo livello vale il dato a livello provinciale).
Stop ai veicoli più inquinanti
Il provvedimento più impattante riguarda la mobilità urbana. Nei Comuni con più di 30.000 abitanti (come il capoluogo) e in quelli che hanno aderito volontariamente al piano, si fermeranno i veicoli a benzina fino a Euro 1 e i diesel fino a Euro 4 incluso. È importante sottolineare che il divieto si applica anche alle auto dotate di filtro antiparticolato (FAP) e a quelle che aderiscono al servizio “Move-In”, aggiungendosi alle limitazioni permanenti già attive sul territorio.
Riscaldamenti e agricoltura
L’ordinanza non colpisce solo il traffico, ma punta a ridurre le emissioni da ogni fonte possibile. Nelle abitazioni e negli uffici di tutta la provincia, la temperatura massima dovrà essere ridotta di 1°C per limitare l’impatto delle caldaie. Inoltre, scatta il divieto assoluto di utilizzare impianti termici alimentati a biomassa legnosa (legna e pellet) fino a 3 stelle comprese. Anche il settore agricolo è chiamato a fare la sua parte: è infatti vietato lo spandimento dei liquami zootecnici, a meno che non avvenga tramite iniezione diretta o interramento immediato.
Le nuove regole impongono lo stop a qualsiasi tipo di combustione all’aperto. Tuttavia, il regolamento regionale salva l’identità locale: rimangono infatti autorizzati i falò e i fuochi rituali legati alle rievocazioni storiche o alle ricorrenze della tradizione popolare riconosciute dai Comuni, a patto che rispettino le normative vigenti.
Monitoraggio costante
La situazione resta sotto osservazione. Gli esperti di Arpa e Regione Lombardia continueranno a monitorare i dati quotidianamente: le misure resteranno attive finché le condizioni meteorologiche e la qualità dell’aria non permetteranno un ritorno alla normalità. Per aggiornamenti in tempo reale e per iscriversi ai servizi di notifica, i cittadini possono consultare il portale istituzionale infoaria.regione.lombardia.it.