Il 3 gennaio scorso all’Ospedale Maggiore di Crema è stato eseguito un prelievo multiorgano che salverà la vita di almeno otto pazienti, grazie alla generosità della famiglia del donatore e alla collaborazione tra ospedali lombardi. L’operazione, durata 11 ore, ha coinvolto numerose équipe specialistiche (foto di copertina: Faletta, Davi, Righetti, Depetri, Briaschi, Monzio e Compagnoni).
Prelievo multiorgano a Crema
Il 3 gennaio 2026, all’Ospedale Maggiore di Crema, è stato eseguito un prelievo multiorgano che permetterà di salvare la vita di almeno otto pazienti in lista d’attesa per un trapianto. L’operazione è stata resa possibile grazie alla volontà donativa della famiglia di un giovane uomo, deceduto a seguito di morte cerebrale, che ha deciso di trasformare il proprio dolore in un gesto di straordinaria solidarietà.
Coinvolte diverse équipe specialistiche
L’intervento ha visto la partecipazione di équipe specialistiche provenienti dal Policlinico San Matteo di Pavia, dagli Spedali Civili di Brescia, dall’Ospedale Niguarda e dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Cuore, polmoni, fegato, reni, pancreas, aorta, tendini e cute sono stati prelevati e destinati ai rispettivi centri trapianto secondo le indicazioni del Centro Regionale Trapianti. I tessuti, invece, saranno conservati presso le Banche delle ossa e della cute per le necessarie verifiche e procedure di validazione.
“Una volta accertata la morte e verificata la volontà donativa – spiega la dottoressa Federica Depetri, responsabile del Gruppo di Coordinamento Ospedaliero Procurement (COP) dell’ASST di Crema – è stata attivata la procedura per la valutazione dell’idoneità clinica del donatore. L’intero percorso si è svolto in stretta collaborazione con il Centro Regionale Trapianti, che ha curato la valutazione e la collocazione degli organi. Un particolare ringraziamento va al Coordinamento Regionale di Procurement ed in particolare ad Elisa Pizzera per il prezioso supporto fornito, così come alla coordinatrice della Rianimazione di ASST Crema, Simona Monorchio per l’insostituibile lavoro svolto. Un’operazione che ha richiesto un impegno fisico e temporale non indifferente”.
Prelievo durato 11 ore
Il prelievo ha impegnato il personale medico per complessive 11 ore: le attività in sala operatoria sono iniziate alle ore 1.30 e si sono concluse alle ore 12.30 del 3 gennaio 2026. La dottoressa Depetri ha inoltre ringraziato tutte le unità operative coinvolte per l’elevata professionalità dimostrata:
“Il lavoro in rete di tutto il personale di ASST Crema è stato fondamentale. Il dottor Giuseppe Lupi, medico rianimatore, ha segnalato il caso e attivato la commissione medica per gli accertamenti necroscopici. L’équipe accertatrice è stata costituita dal dottor Marcello Simonini, dirigente della Direzione Medica di Presidio, dal neurologo Ruggero Bonetti e dall’elettrofisiologa Sabrina Moretti. Il dottor Guido Merli, direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione, affiancato dalle infermiere Federica Righetti, Monica Monzio Compagnoni, Jessica Davì, Martina Brischio e dall’OSS Vincenzo Faletta, ha garantito l’assistenza agli operatori impegnati nelle attività chirurgiche. Fondamentale anche il contributo di tutti i servizi di diagnostica e cura dell’Ospedale”.
“Interventi di questa complessità – sottolinea Alessandro Cominelli, Direttore Generale dell’ASST di Crema – rappresentano un esempio concreto di sanità pubblica che funziona e consentono di offrire una concreta possibilità di vita a più persone. Il primo e più grande ringraziamento va alla famiglia del donatore, che in un momento di dolore profondo ha scelto di compiere un gesto di grande valore umano e civile”.
«Un sentito ringraziamento va a tutti i professionisti coinvolti – conclude il Direttore Sanitario, Alessandro Malingher – per l’efficace lavoro di gruppo e per l’elevato livello di competenza, professionalità e dedizione dimostrati. È doveroso ricordare come l’impegno dei medici e degli operatori sanitari non si concluda con la perdita di un paziente, ma possa proseguire attraverso percorsi che consentono di garantire cura e di salvare la vita di numerose altre persone. La promozione della cultura della donazione di organi e tessuti costituisce un valore imprescindibile per ogni struttura ospedaliera e per l’intero sistema sanitario regionale”.