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Cremona

Mattarella a Cremona, il sindaco Galimberti: "La sua presenza è fonte di gioia per me, la città e la provincia"

Dopo la breve cerimonia tenuta in ricordo delle vittime per il Covid, il capo dello Stato si sposterà all'Università Cattolica del Sacro Cuore per l'inaugurazione della nuova sede della Facoltà di Agraria.

Mattarella a Cremona, il sindaco Galimberti: "La sua presenza è fonte di gioia per me, la città e la provincia"
Attualità Cremona, 25 Maggio 2021 ore 11:44

Oggi è il grande giorno è arrivato, il Presidente Mattarella oggi è in visita a Cremona: ecco il discorso del sindaco Gianluca Galimberti tenuto in piazza del Comune. La visita del Capo dello Stato prevista inizialmente per lo scorso 12 novembre era stata rimandata a causa della recrudescenza della pandemia.

Mattarella a Cremona

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato in mattina a Cremona. "La storia di Cremona è stata attraversata dalla tragedia della pandemia, che ha seminato dolori e lutti". Qui si unisce "il ricordo delle vittime, la sofferenza dei familiari, l'abnegazione di chi negli ospedali si è speso per salvare vite. Tutto questo viene raccolto con il riferimento al senso di comunità che rappresenta Cremona e la sua provincia. La mia visita intende esprimere la fiducia della ripresa che si è avviata nella convinzione che la ripresa sarà certamente veloce ed efficace. Questo è l'augurio che desidero consegnare a Cremona", queste le sue parole.

Il discorso del Sindaco in piazza del Comune

Carissimo Presidente Mattarella,

la sua presenza è fonte di gioia per me, per la città e la provincia. Siamo con lei in questa piazza, scrigno di una bellezza che incanta e respiro della storia antica di Cremona, figli di secoli d’arte, commercio, aratro e cultura ed eredi di quest’ultimo anno fatto di dolore e coraggio.

Quando in quei giorni pesanti di sirene e sofferenza, uscivo dal Comune, mi sembrava che persino la statua del nostro patrono fosse stupita e affranta per il silenzio innaturale che avvolgeva Cremona. Ma in questo silenzio ci è stata data un’occasione: imparare ad ascoltare le voci degli altri nella comunità.

Di quella signora, che ha curato e poi perso il marito senza poterlo salutare. Dell’adolescente che ora ha bisogno di un appoggio anche psicologico dopo mesi di DAD. Dell’infermiera e del medico che hanno speso tutte le loro energie. Dei genitori che hanno deciso di dare alla luce un figlio. Di chi ha bisogno della spesa per arrivare a fine mese, nuove e antiche povertà. Delle donne chiamate a sacrifici ulteriori per reggere la quotidianità della famiglia. Dei bambini cui dobbiamo assicurare una nuova normalità educativa e di cura (noi siamo terra di Mario Lodi). Dei volontari che prima e ora, nella campagna vaccinale, sono essenziali, accanto alle nostre bravissime strutture sanitarie. Del commerciante che ha speso il suo patrimonio per non fallire. Dei lavoratori della cultura e dello sport. Degli imprenditori che resistono e si reinventano. Degli anziani delle RSA, che desiderano un abbraccio dai loro cari. Tutte le voci, soprattutto quelle più deboli e flebili.

Penso che le Istituzioni siano l’ascolto che dà voce a una comunità e allora, in virtù della fascia che indosso (e quanto pesa a volte), porto queste voci a Lei, che rappresenta l’Istituzione altissima segno dell’unità del paese, a Lei che ci racconta come lo Stato sia nobile se profondo è il rigore etico di chi lo rappresenta, a Lei che nelle parole e nei gesti indica con lungimiranza il cammino da percorrere. A Lei presento la nostra straordinaria città e il nostro bellissimo territorio e le faccio una promessa.

Noi siamo i nostri violini e la sapienza dei nostri liutai, siamo Stradivari e Monteverdi, il nostro buon cibo dalla terra fertile, le nostre imprese zootecniche e dell’alimentare, la nostra laboriosa innovazione di imprese, il nostro volontariato e il mondo del sociale così ricco, siamo il fiume Po e la fertile terra. Ma soprattutto siamo la forza di una comunità. Poiché, in realtà, la bellezza di archi e rosoni, nella quale ora siamo immersi, rimanda ad una ben più grande bellezza: quella dei nostri concittadini, persone coraggiose e forti. Non siamo esenti da difetti, ma sono generosi e con la dignità di chi sa prendersi cura dell’altro e sa lavorare per sé e per tutti.

Ecco dunque la promessa: questa città, con la sua provincia, fin dall’inizio, tra le più colpite dalla pandemia, si impegna a imparare da quanto accaduto, affinché la passione vissuta rafforzi il desiderio di ascoltarci sempre e il dolore provato faccia crescere la ferma volontà di progettare, con l’Italia e l’Europa, il nostro comune futuro.

Lei ci dà forza e coraggio. Le prometto, carissimo Presidente, che saremo persone di speranza.

Dopo una breve cerimonia a piazza Duomo in ricordo delle vittime per il Covid, il capo dello Stato si sposterà all'Università Cattolica del Sacro Cuore per l'inaugurazione della nuova sede della Facoltà di Agraria. Nel cortile del chiostro, tra le altre cose, ci sarà un'esecuzione dell'inno nazionale con un violino Stradivari.

Inaugurazione del Campus di Santa Monica

Dopo la breve cerimonia tenuta in ricordo delle vittime per il Covid, il capo dello Stato si sposterà all'Università Cattolica del Sacro Cuore per l'inaugurazione della nuova sede della Facoltà di Agraria. Nel cortile del chiostro, tra le altre cose, ci sarà un'esecuzione dell'inno nazionale con un violino Stradivari. 

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