Per un periodo di ventiquattro mesi un ottantunenne residente a Casalmorano ha convissuto con un rumore costante all’interno dell’orecchio, caratterizzato da un battito cardiaco sincrono che comprometteva il riposo notturno e le attività quotidiane.
Il caso clinico
Inizialmente confuso con un comune acufene a causa dell’udito intatto, il disturbo è stato successivamente inquadrato grazie a esami mirati che hanno riscontrato una stenosi venosa cerebrale, ovvero il restringimento di un vaso sanguigno del cervello. Il paziente ha descritto la sintomatologia dichiarando:
“Quando non dormi diventi nervoso, stai male. È una situazione che ti consuma”.
Al termine del percorso terapeutico, il pensionato ha espresso riconoscenza verso la struttura ospedaliera:
“Mi avete ridato la via. Giorno e notte sentivo il cuore nell’orecchio. Sempre quel boom boom boom”.

L’operazione chirurgica
La risoluzione della patologia è avvenuta presso l’Ospedale di Cremona mediante il posizionamento di uno stent venoso cerebrale, utile a ripristinare il calibro originario del vaso. L’intervento ha determinato l’immediata scomparsa del disturbo, come confermato dall’anziano al risveglio:
“Dopo l’intervento i medici mi hanno chiesto come stavo. Io non sentivo più niente. Nessun rumore. Non riuscivo a crederci: era sparito completamente”.
La scomparsa del sintomo ha permesso il ritorno alle normali abitudini, incluse le piccole mansioni domestiche riferite dalla consorte Maddalena.
La tecnica mininvasiva
Il meccanismo della patologia e le modalità di cura sono stati illustrati da Michele Besana, specialista in neuroradiologia interventistica. Il medico ha chiarito la dinamica emodinamica:
“Quando il sangue incontra un restringimento in una vena cerebrale, il flusso diventa turbolento e può generare un rumore che il paziente percepisce come un battito continuo nell’orecchio. Per capire il meccanismo si può immaginare una canna dell’acqua: se si mette un dito davanti all’uscita, il flusso cambia, diventa più irregolare e produce più rumore”. Riguardo al trattamento, il neuroradiologo ha specificato: “Raggiungiamo la vena attraverso un catetere inserito dall’inguine o dal collo e posizioniamo uno stent per ripristinare il normale passaggio del sangue. In molti casi il beneficio è immediato e il rumore scompare già nelle ore successive all’intervento”.
A quarantotto ore dalle dimissioni, il malato ha preso parte alla cerimonia per il cinquantacinquesimo anniversario dell’Avis di Casalmorano, associazione da lui co-fondata.
Le applicazioni mediche
L’inserimento di presidi espansivi nel sistema venoso del cervello rappresenta un’evoluzione recente nel panorama clinico nazionale. Michele Besana ha precisato il contesto scientifico:
“Il posizionamento di stent nelle arterie cerebrali è una procedura consolidata da molti anni. L’applicazione nel sistema venoso cerebrale è invece più recente, soprattutto in Italia. In Francia, ad esempio, esistono già reti dedicate che consentono di individuare e trattare ogni anno centinaia di pazienti”.

La metodologia si applica all’ipertensione endocranica benigna refrattaria ai farmaci e all’acufene pulsante invalidante. Lo specialista ha concluso:
“Si tratta di una procedura mininvasiva che consente, nella maggior parte dei casi, una rapida ripresa. Dopo 48-72 ore il paziente può generalmente tornare a casa e riprendere gradualmente le proprie attività quotidiane”.
Il centro di riferimento
L’équipe di Neuroradiologia dell’ASST di Cremona, diretta da Claudia Ambrosi e composta dai medici Michele Besana, Emilio Giazzi, Gloria Maccabelli, Barbara Romano e Alessandro Scavuzzo, cura la gestione di patologie neurovascolari complesse.
L’attività della struttura, documentata in una serie di video realizzati dall’Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne dell’azienda sanitaria, spazia dal trattamento dell’ictus agli aneurismi fino alle malformazioni vascolari. Il presidio cremonese opera in regime di urgenza ed elezione in collaborazione con i reparti di Neurologia e Neurochirurgia, guidati rispettivamente da Stefano Gipponi e Antonio Fioravanti.