Diagnostica e tecnologia

Innovazione all’Anatomia Patologica di Cremona: la biologia molecolare analizza fino a 50 geni tumorali in contemporanea

Il direttore Massimo Milione illustra l'introduzione della digital pathology e il dimezzamento dei tempi di refertazione per i pazienti oncologici

Innovazione all’Anatomia Patologica di Cremona: la biologia molecolare analizza fino a 50 geni tumorali in contemporanea

Esiste un momento del percorso di cura che quasi nessuno vede. È il tempo dell’attesa di un esame istologico: giorni sospesi, in cui una persona aspetta di conoscere il nome della propria malattia e capire quale terapia potrà affrontare. Dietro ogni diagnosi oncologica, chirurgica o di screening si colloca l’operato dell’Anatomia Patologica dell’ASST di Cremona.

Una disciplina invisibile ma centrale

Si tratta di una disciplina silenziosa, spesso invisibile ai pazienti, ma fondamentale per tutta la medicina moderna. A guidare la struttura complessa dal 1 aprile 2026 è il dottor Massimo Milione, anatomo patologo con una lunga esperienza nell’ambito dell’oncologia e della ricerca traslazionale, maturata tra Università La Sapienza di Roma, Università di Parma e Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.

Dottor Massimo Milione

L’esperto di tumori neuroendocrini gastrointestinali e polmonari ha partecipato a congressi internazionali, collaborato alle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e contribuito allo sviluppo della digital pathology in Lombardia.

Medicina di precisione e biologia molecolare

L’anatomo patologo non si limita più a osservare un tessuto al microscopio, ma aiuta i clinici a scegliere la terapia più efficace studiando le caratteristiche biologiche e molecolari della patologia.

“Dietro ogni vetrino c’è un paziente che aspetta una risposta”, racconta Milione. “Il nostro lavoro richiede accuratezza, confronto continuo e tempi compatibili con la complessità degli esami. L’anatomia patologica è sempre più centrale nella medicina di precisione, perché aiuta a definire diagnosi e terapie in modo personalizzato”.

“Una volta fornivamo soprattutto una descrizione morfologica del tumore. Oggi, possiamo invece individuarne anche i punti di debolezza”, spiega Milione. “La biologia molecolare consente di identificare mutazioni specifiche che possono essere colpite da terapie mirate. Non si cura più soltanto un tumore, ma il meccanismo che lo ha generato”.

La digital pathology e la condivisione dei dati

La rivoluzione tecnologica della struttura ospedaliera cremonese si sviluppa attraverso l’introduzione della digital pathology. Questo specifico sistema trasforma i tradizionali vetrini istologici in immagini digitali ad alta definizione che risultano consultabili direttamente al computer e condivisibili in tempo reale con specialisti di altri ospedali e Paesi.

“Il microscopio resta fondamentale, ma possiamo fare molto di più”, racconta il direttore. “Possiamo confrontarci a distanza con specialisti internazionali come se fossimo davanti allo stesso vetrino”.

Cinquanta geni analizzati in un solo esame

I laboratori di Cremona hanno visto l’entrata in funzione di una nuova piattaforma di biologia molecolare in grado di analizzare contemporaneamente fino a 50 geni tumorali, ampliando le possibilità terapeutiche. Per spiegare la portata del cambiamento, Milione usa una metafora semplice:

“È come entrare in un negozio pensando di scegliere una sola camicia e trovarne cinquanta diverse. Più opzioni abbiamo, più possiamo individuare quella giusta per quella specifica persona”.

La struttura garantisce l’attività diagnostica in tutti gli ambiti ospedalieri, dalla senologia alla gastroenterologia, dalla neurochirurgia fino agli screening oncologici territoriali come Pap test e HPV test, oltre agli esami intraoperatori durante i complessi interventi chirurgici.

“Noi quasi mai incontriamo direttamente le persone, ma attraverso quei vetrini entriamo nelle loro storie”, racconta Milione. “Per questo è importante ricordare che dietro una diagnosi non c’è solo un dato scientifico: c’è sempre qualcuno che sta aspettando una risposta”.

Il dimezzamento dei tempi di refertazione

Negli ultimi mesi l’équipe ha lavorato sul miglioramento delle tempistiche per il rilascio dei referti. Nel 2025 il tempo medio di risposta si è quasi dimezzato rispetto all’anno precedente, passando in media da 22 a 11 giorni lavorativi. I tempi variano in base alla complessità degli approfondimenti diagnostici necessari, soprattutto nei casi che richiedono indagini molecolari avanzate.

“La tecnologia è importante”, conclude Milione, “ma la vera sfida resta riuscire a parlare alle persone in modo semplice e chiaro. Perché la medicina migliore è quella che sa essere precisa senza diventare distante”.

L’organico della struttura e il workshop per i sanitari

Il dirigente responsabile guida un’équipe composta dai medici specialisti Vittorio Agosti, Giuseppina Ferrero, Marino Daniel Gusolfino, Melissa Anna Teresa Monica, Giulia Tanzi, Monica Trombatore ed Elena Varotti. Le attività contano inoltre sul contributo di una biologa, dieci tecnici sanitari di laboratorio biomedico, un infermiere, due operatori socio-sanitari e tre assistenti amministrative, sotto il coordinamento di Michela Bresciani.

Nella mattinata di venerdì 12 giugno 2026, a partire dalle ore 10:00, l’Aula Magna “Magda Carutti” dell’Ospedale di Cremona ospiterà il workshop accreditato ECM dal titolo “La predittività clinica della surgical pathology”. L’evento scientifico costituisce un momento di approfondimento rivolto agli operatori sanitari per fare il punto sulle ultime evoluzioni della disciplina, con iscrizioni aperte sul portale telematico dedicato.