Fumo tradizionale, sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e snus rappresentano forme diverse dello stesso problema, identificabile nella dipendenza da nicotina. Per affrontare questa tematica, in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’Asst di Cremona ha programmato per sabato 30 maggio 2026, dalle ore 9:00 alle ore 13:00, un open day aperto alla cittadinanza presso il Cortile Federico II di Cremona.
L’iniziativa in Cortile Federico II
L’iniziativa si realizza con il sostegno di Regione Lombardia e in collaborazione con Ats Val Padana e Comune di Cremona. Progettato per consentire un accesso libero, l’evento vede il coinvolgimento diretto degli operatori sanitari della Pneumologia, del Servizio Dipendenze, del Dipartimento Funzionale di Prevenzione e della SC Vaccinazioni e Sorveglianza Malattie Infettive dell’Asst di Cremona. I partecipanti e i consumatori di tabacco possono confrontarsi con il personale medico sui danni legati al consumo, sui percorsi per la cessazione e sui rischi dei nuovi dispositivi.
“Il fumo continua a rappresentare uno dei principali fattori di rischio evitabili per malattie oncologiche, respiratorie e cardiovascolari», spiega Monia Betti, direttore della Pneumologia dell’ASST di Cremona. «Accanto alla prevenzione resta fondamentale creare occasioni concrete di ascolto e orientamento, per aiutare le persone a capire che smettere di fumare è possibile e che oggi esistono strumenti e percorsi dedicati”.
I benefici immediati della sospensione
I vantaggi legati all’interruzione del consumo di tabacco si manifestano in tempi brevi. I dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che 20 minuti dopo l’ultima sigaretta la pressione arteriosa e il battito cardiaco registrano i primi miglioramenti. Con il trascorrere di 12 ore, il sangue si libera progressivamente dal monossido di carbonio, mentre nell’arco di alcune settimane si constata il miglioramento della funzione respiratoria e della circolazione sanguigna. La cessazione prolungata riduce in modo significativo il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche, confermando l’efficacia della scelta anche a fronte di una dipendenza pluriennale.
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I nuovi dispositivi e i meccanismi di dipendenza
La transizione verso nuove tipologie di consumo non annulla i rischi per l’organismo. L’attenzione degli esperti si concentra sulla percezione pubblica di tali prodotti.
“Negli ultimi anni sono cambiati i prodotti, ma non il meccanismo della dipendenza – sottolinea Roberto Poli, direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze dell’ASST di Cremona – Sigarette elettroniche, tabacco riscaldato e snus vengono spesso percepiti come meno pericolosi, ma mantengono elevate concentrazioni di nicotina e possono favorire una rapida dipendenza, soprattutto nei più giovani”.
Secondo il direttore, le dinamiche commerciali del settore industriale hanno rallentato la diminuzione del numero di consumatori osservata nei primi anni Duemila.
“I prodotti sono diventati più accattivanti, più facili da utilizzare e spesso comunicati come alternative ‘più sicure’. In realtà il rischio è quello di mantenere o rafforzare la dipendenza da nicotina”.
Il Servizio Dipendenze attiva su base periodica percorsi terapeutici di gruppo gratuiti, i cui dettagli sono richiedibili all’indirizzo istituzionale sert.cremona@asst-cremona.it.
Vaccinazioni
All’open day interverrà anche la SC Vaccinazioni e Sorveglianza delle Malattie Infettive, guidata da Antonella Laiolo, che proporrà momenti informativi dedicati alla prevenzione vaccinale per fumatori e persone con patologie respiratorie croniche.
“Le malattie dell’apparato respiratorio, sia croniche che acute, rappresentano ancora oggi una delle principali cause di mortalità e morbilità nel mondo», spiega Laiolo. «Le persone con patologie respiratorie croniche sono particolarmente esposte alle infezioni polmonari virali e batteriche, che possono aggravare il quadro clinico, compromettere ulteriormente la funzione respiratoria e aumentare il rischio di complicanze anche cardiovascolari. In questi casi cresce inoltre il ricorso agli antibiotici, con il conseguente rischio di antibiotico-resistenza.
Per questo – prosegue Laiolo – il Piano Nazionale e Regionale Vaccinale, insieme alle indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, raccomanda e offre gratuitamente ai soggetti a rischio alcune vaccinazioni fondamentali: antipneumococcica, anti-herpes zoster, antinfluenzale, anti-Covid e i richiami decennali contro difterite, tetano e pertosse. La vaccinazione rappresenta uno strumento concreto di prevenzione, capace di proteggere le persone più fragili e ridurre il rischio di complicanze gravi”.