In provincia di Cremona sono state raccolte 323 firme per la proposta “Liberi Subito” sul fine vita, con 311 adesioni attraverso sei tavoli e 47 Comuni coinvolti. La proposta di legge regionale, depositata con 17.384 firme complessive, dovrà ora superare il vaglio di ammissibilità e passare all’esame della commissione competente.
Proposta di legge “Liberi Subito”
La mobilitazione sul tema dell’aiuto medico alla morte volontaria fa sentire la sua voce anche all’ombra del Torrazzo. Tra i banchi del Consiglio regionale della Lombardia è stata depositata una proposta di legge di iniziativa popolare per garantire tempi certi e procedure chiare sul fine vita, e Cremona gioca un ruolo di primo piano nel sostegno a questa iniziativa.
Sono ben 323 le persone residenti nel territorio cremonese che hanno deciso di mettere la propria firma sulla proposta di legge regionale denominata “Liberi Subito”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni per colmare il vuoto organizzativo della sanità regionale.
In totale, a livello provinciale, sono state raccolte 311 firme attraverso 6 banchetti organizzati sul territorio. L’adesione è stata capillare: i sottoscrittori rappresentano 47 Comuni su 113, pari al 42% dei centri abitati dell’intero territorio provinciale.
Il sostegno delle istituzioni locali
La campagna ha visto fin da subito il supporto attivo dei Giovani Democratici di Cremona e il coinvolgimento diretto di diversi esponenti delle istituzioni e dell’amministrazione locale. Tra i sostenitori figurano infatti il sindaco di Cremona Leonardo Virgilio, insieme a Vittoria Costanza, Nancy Pederzani, Matteo Loffi e al consigliere regionale Matteo Piloni.
L’obiettivo della proposta non è quello di modificare i diritti stabiliti dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, bensì di regolamentare il Servizio sanitario regionale affinché definisca iter trasparenti e privi di ingiustificati ritardi per la verifica dei requisiti dei malati che richiedono l’accesso alla morte volontaria.
Il percorso normativo
La strada per arrivare al deposito del testo è stata complessa. Già a gennaio 2024 erano state consegnate oltre 8.000 firme in Lombardia, ma la proposta era stata fermata in Aula a causa di una pregiudiziale di costituzionalità sostenuta da chi riteneva la materia di esclusiva competenza statale.
A sbloccare la situazione è intervenuta la sentenza 204 del 2025 della Consulta sulla legge della Regione Toscana, che ha confermato la piena legittimità delle Regioni nell’intervenire sul piano organizzativo sanitario per rendere effettivi i diritti dei cittadini. Forte di questo chiarimento, nel 2026 l’Associazione Luca Coscioni ha riavviato la raccolta per portare nuovamente il testo al Pirellone con 17.384 firme complessive raccolte in tutta la Lombardia.
A commentare il traguardo raggiunto sono stati Cristiana Zerosi e Marco Cappato, a nome dell’Associazione Coscioni e del Comitato promotore:
“Dalle 17.000 persone che hanno firmato arriva un aiuto importante al Consiglio regionale della Lombardia per affrontare finalmente un tema che è presente nella società, ma che spaventa i partiti. Nel dare atto alla Giunta Fontana e all’ Assessore Bertolaso di essersi assunti la responsabilità di fornire risposte ai malati e indicazioni chiare alle aziende sanitarie, riteniamo fondamentale stabilire norme che non dipendano dalla apertura e sensibilità di chi attualmente governa la Lombardia, ma divengano un patrimonio stabile di regole chiare e condivise, a beneficio e garanzia sia delle persone che soffrono che dei medici operatori sanitari. Essendo stata confermata dalla Corte costituzionale la piena competenza delle Regione nell’organizzazione sanitaria dell’aiuto medico alla morte volontaria, ci auguriamo che pretesti e alibi, che aveva portato a una prima dichiarazione di incompetenza da parte del Consiglio regionale siano ormai venuti a cadere e si possa procedere a un dibattito e a una decisione libera da pregiudizi e ostruzionismi”.
Cosa succede ora al Pirellone
Il percorso per la discussione del testo prevede tempi stabiliti dal regolamento consiliare:
- Parere di ammissibilità: l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale dovrà esprimersi entro 15 giorni dal deposito (con possibilità di proroga per altri 10 giorni).
- Assegnazione alla commissione: in caso di esito positivo, il Presidente del Consiglio assegnerà la legge alla commissione competente.
- Discussione e voto in Aula: al termine dell’esame in commissione, o comunque entro e non oltre 9 mesi dall’assegnazione, la proposta approderà nell’Aula del Consiglio per il dibattito e il voto finale.