La Giunta comunale di Cremona ha ufficializzato il diniego all’istanza presentata dal “Comitato Onoranze Caduti della RSI”, che chiedeva di celebrare una messa in onore dei vertici del fascismo il prossimo 2 maggio 2026. La richiesta, avanzata da Gian Alberto D’Angelo, era stata portata all’esame della Giunta dall’assessore Paolo Carletti, responsabile dei Servizi Cimiteriali, e subito rigettata in base al rigido rispetto delle leggi dello Stato e dei regolamenti comunali.
Secondo l’amministrazione, la funzione non può essere considerata una semplice celebrazione religiosa, ma rappresenta un atto incompatibile con il valore sacro del cimitero e con i principi democratici che guidano la vita della città.
Legalità e principi costituzionali al centro della decisione
Il provvedimento si fonda su una serie di ragioni chiare e non negoziabili. La Giunta rileva una violazione costituzionale, richiamando la XII disposizione della Costituzione che vieta la riorganizzazione del partito fascista. Al contempo, si applica la Legge Scelba, che tutela dalla concreta possibilità di apologia del fascismo e di manifestazioni esteriori antidemocratiche. Infine, il Comune fa riferimento al nuovo regolamento di Polizia Cimiteriale, in particolare all’articolo 61, che subordina le commemorazioni al rispetto dei valori della Repubblica.

Con questa decisione, l’assessorato ribadisce una linea di estrema fermezza: gli spazi pubblici della città non possono ospitare iniziative che esaltino esponenti o metodi del regime fascista.
Le parole dell’assessore Carletti
L’assessore con delega ai Servizi Cimiteriali, Paolo Carletti, ha commentato con forza la scelta:
“Al civico cimitero di Cremona ognuno ha sempre trovato e trova la serenità di una degna sepoltura, e ogni urna o sepolcro ha lo stesso diritto di essere confortato dal pianto. Il rispetto per i defunti non va confuso con iniziative irrispettose dei princìpi che reggono la nostra Costituzione. Chi utilizza la preghiera come grimaldello per forzare le leggi dello Stato e il buon senso, non ha spazio nel nostro cimitero e non dovrebbe averne nella nostra comunità. Iniziative del genere svelano un patetico e penoso revanchismo che troppo spesso incontra atteggiamenti accomodanti”.
Con queste parole, il Comune di Cremona intende tracciare un confine chiaro: la memoria dei defunti va rispettata, ma nessuna iniziativa può legittimare valori contrari alla Costituzione e ai principi democratici che guidano la vita della città.