Il nubifragio dello scorso 28 agosto 2026 a Cremona ha causato oltre 30 milioni di euro di danni a beni pubblici, imprese e abitazioni private. Il Comune ha inviato le schede Ra.S.Da alla Regione Lombardia per richiedere lo stato di emergenza, mentre cinque famiglie risultano ancora sfollate.
Maltempo a Cremona: 30 milioni di danni
Una ferita profonda che svela contorni ben più pesanti di quanto inizialmente preventivato: la violenta ondata di maltempo che lo scorso 28 agosto 2026 si è abbattuta su Cremona ha lasciato dietro di sé una scia di danni che supera i 30 milioni di euro. Il bilancio ufficiale emerge dal completamento delle schede Ra.S.Da (Raccolta Schede Danni da Avversità), elaborate dal Comune di Cremona, dalle attività produttive e dai privati cittadini per il formale inoltro alla Protezione Civile e alla Regione Lombardia.
Patrimonio pubblico cittadino
La quota più consistente delle perdite censite riguarda direttamente il patrimonio pubblico cittadino. L’Amministrazione comunale ha quantificato in oltre 14 milioni di euro i costi necessari per ripristinare le infrastrutture, gli spazi urbani e i beni demaniali lesionati dalla furia del nubifragio. A questa cifra si aggiungono quasi 1,5 milioni di euro già impegnati ed erogati per i servizi in somma urgenza, indispensabili nelle prime ore dell’emergenza per la messa in sicurezza delle strade, la rimozione degli alberi caduti e la messa in stabilità del territorio.
In ginocchio imprese, scuole e luoghi di culto
Accanto alla spesa pubblica, il nubifragio ha colpito duramente il tessuto economico e sociale cremonese. Le aziende e le attività produttive del territorio registrano danni stimati che sfiorano i 10 milioni di euro tra strutture compromesse, macchinari danneggiati e stop alla produzione.
Imponente anche il resoconto relativo ai luoghi di culto ed educativi: le riparazioni necessarie per chiese, edifici religiosi e scuole paritarie raggiungono la cifra complessiva di 4 milioni di euro.
Famiglie sfollate
Non meno critica è la situazione per i residenti. Il Comune ha confermato che si contano attualmente cinque famiglie sfollate, rimaste senza alloggio a causa dell’inagibilità dei propri appartamenti. Per quanto riguarda l’edilizia residenziale privata, i danni ammontano a circa 1 milione di euro, a cui si aggiunge un’ulteriore stima di quasi 2 milioni di euro legata alle pratiche presentate dai privati per i danni subiti dalle autovetture e da altri beni personali colpiti dalla grandine e dalle raffiche di vento.
Stato di emergenza regionale
L’invio del pacchetto di schede Ra.S.Da alla Regione Lombardia rappresenta il passaggio fondamentale per ottenere il riconoscimento formale dello stato di emergenza. L’Amministrazione locale punta a sbloccare nel minor tempo possibile le risorse e i fondi di ristoro, fondamentali per risarcire le famiglie colpite, dare respiro al comparto produttivo e coprire le spese dei cantieri pubblici di ripristino.