Un intervento di soccorso a Vicobellignano, frazione di Casalmaggiore, si è concluso con l’uccisione di un cane da parte di un carabiniere. LEAL ha annunciato un’azione legale e chiede chiarimenti sulla gestione dell’operazione, invitando eventuali testimoni a farsi avanti.
Cane ucciso da un carabiniere durante un intervento
Quello che doveva essere un intervento di messa in sicurezza si è trasformato in un episodio drammatico. La sera del 10 gennaio 2026, a Vicobellignano, frazione di Casalmaggiore, due cani vagavano impauriti sulla carreggiata. Nel corso delle operazioni di soccorso, uno dei due, un pastore tedesco di nome Black, è stato ucciso da un colpo di pistola. L’altro animale, Nebbia, è sopravvissuto.
Sulla vicenda è ora intervenuta LEAL, che ha annunciato iniziative per accertare le responsabilità e verificare la correttezza delle procedure adottate dai militari presenti sul posto.
I testimoni: “Abbiamo protetto i cani per oltre un’ora”
A seguire da vicino il caso è Giovanna Tarquinio, responsabile della sezione LEAL di Cremona, in contatto costante con due testimoni oculari, Rossella S.S. e il suo compagno Bibo. I due raccontano di essersi fermati lungo la strada per evitare che gli animali venissero investiti, bloccando temporaneamente il traffico in entrambe le direzioni.
Rossella S.S., profondamente scossa dall’accaduto, ha descritto così i momenti cruciali dell’intervento:
“Abbiamo fermato le macchine nei due sensi della strada per evitare che venissero investiti. I cani erano impauriti, si accostavano alle auto. Abbiamo chiamato il 112 e ci è stato risposto che non potevano intervenire […] Dopo un’ora di attesa i Carabinieri sono arrivati e sono scesi con il manganello”.
Carabiniere morso da un cane
Il racconto prosegue descrivendo la tragica escalation:
“Uno dei cani ha morsicato un carabiniere che è caduto nel fosso. L’altro militare, sempre con il manganello, è andato in soccorso del collega, il quale ha sparato al pastore tedesco… subito dopo ha iniziato a mirare con la pistola all’altro. Siamo andati via, non riuscivamo ad assistere a un altro omicidio del genere. Ucciderli a sangue freddo non è maltrattamento?”
Le critiche di LEAL
L’associazione animalista esprime forti perplessità sulla preparazione degli operatori in contesti che coinvolgono animali in stato di agitazione. Roberto Brognano, responsabile LEAL per maltrattamenti e randagismo, parla di un’azione sproporzionata:
“Dai fatti emerge una gestione dell’intervento totalmente sproporzionata. È inaccettabile che l’unica risposta a un animale in evidente stato di ansia e paura sia stata l’uso di armi da fuoco o manganelli. Riteniamo gravissimo che il militare abbia sparato a un cane terrorizzato anziché optare per metodi non violenti o richiedere l’intervento di personale sanitario competente”.
Appello ai testimoni
LEAL ha affidato il caso al proprio ufficio legale con l’obiettivo di presentare una denuncia nei confronti del militare che ha sparato a Black. Parallelamente, l’associazione si unisce all’appello dei testimoni e del proprietario dei cani per individuare eventuali altri automobilisti che abbiano assistito alla scena. Chiunque disponga di informazioni utili è invitato a contattare la segreteria LEAL all’indirizzo segreteria@leal.it.