SANITA'

All’Ospedale di Cremona è arrivato il robot chirurgico “Da Vinci”: avviata la formazione dei professionisti

Il dispositivo di ultima generazione sarà trasferito nelle sale operatorie il mese prossimo per i primi interventi ad alta precisione

All’Ospedale di Cremona è arrivato il robot chirurgico “Da Vinci”: avviata la formazione dei professionisti

L’Ospedale di Cremona ha installato il robot chirurgico di ultima generazione “Da Vinci”, avviando la formazione specialistica per i medici di Cremona e Oglio Po. Entro il mese prossimo il sistema sarà trasferito nel blocco operatorio per eseguire interventi ad alta precisione, riducendo l’impatto chirurgico sui pazienti e aprendo nuove prospettive di cura sul territorio.

A Cremona il robot chirurgico “Da Vinci”

Una vera e propria rivoluzione tecnologica fa il suo ingresso ufficiale nella sanità del territorio cremonese. L’Ospedale di Cremona ha accolto nei propri spazi il nuovo sistema di chirurgia robotica “Da Vinci”, segnando un fondamentale passo in avanti nel campo della medicina di precisione e dei trattamenti ad altissima tecnologia per la comunità locale.

Dopo l’autorizzazione formale concessa da Regione Lombardia lo scorso maggio, il dispositivo è stato installato temporaneamente in un’area riservata all’addestramento e alla simulazione. Qui i chirurghi generali delle strutture di Cremona e Oglio Po sono già operativi e impegnati nel corso di formazione specialistica. L’iter prevede il trasferimento definitivo del robot all’interno del blocco operatorio entro il mese prossimo, momento in cui prenderà ufficialmente il via l’attività chirurgica sui pazienti. Successivamente, l’addestramento sarà esteso in maniera progressiva anche ad altre specialità mediche.

Tempi rispettati

Soddisfazione per la tabella di marcia del progetto è stata espressa dai vertici della sanità locale.

“A maggio avevamo annunciato l’arrivo della chirurgia robotica a Cremona e oggi possiamo confermare che il percorso sta procedendo nei tempi previsti”, afferma Ezio Belleri, Direttore Generale dell’ASST di Cremona. “L’arrivo del Da Vinci rappresenta un investimento molto atteso e un passaggio importante nel percorso di innovazione della nostra azienda”.

Il Direttore Generale ha poi rimarcato la portata territoriale dell’iniziativa:

“Ora entriamo nella fase della formazione specifica, indispensabile per conoscere e utilizzare al meglio le potenzialità del sistema. Il coinvolgimento dei professionisti di Cremona e di Oglio Po conferma la dimensione aziendale del progetto, che punta ad ampliare progressivamente le possibilità della nostra chirurgia e le opportunità di cura per i cittadini“.

Precisione chirurgica e tempi di recupero più rapidi

I vantaggi dell’introduzione della tecnologia robotica ricadranno direttamente sulla qualità delle cure e sulla degenza dei pazienti dell’area cremonese.

“Accogliamo il Da Vinci con emozione, orgoglio e gratitudine. Il suo arrivo segna un passaggio importante per il nostro Dipartimento e ci consentirà di sviluppare ulteriormente la chirurgia di precisione”, afferma Erika Maria Viola, Direttore del Dipartimento Chirurgico.

Spiegando l’integrazione tra tecnologia e fattore umano, la dottoressa Viola aggiunge:

“Il suo occhio e il suo braccio affiancheranno quelli dei nostri chirurghi, amplificandone precisione e destrezza. Ma il cuore resterà la competenza umana: l’analisi del problema, la pianificazione e le decisioni continueranno a guidare la tecnologia. L’obiettivo è ridurre, quando possibile, l’impatto dell’intervento e favorire un recupero più rapido del paziente”. “Dietro questo risultato c’è un grande lavoro, dalla progettazione degli spazi alla costruzione del percorso formativo. Ringrazio la Direzione Strategica per avere creduto in questo investimento e tutte le persone che hanno contribuito a renderlo possibile”.

Nuove frontiere cliniche per la Neuroscienza

L’impiego del sistema “Da Vinci” aprirà inoltre importanti prospettive e scenari clinici inediti.

“Per il Dipartimento di Neuroscienze l’arrivo del Da Vinci apre prospettive interessanti”, sottolinea Antonio Fioravanti, Direttore del Dipartimento di Neuroscienze. “La prima disciplina coinvolta sarà l’Otorinolaringoiatria, dove la chirurgia robotica trova già applicazione. Per la Neurochirurgia si tratta invece di un ambito ancora in evoluzione, sul quale alcuni centri, soprattutto negli Stati Uniti, stanno iniziando a maturare esperienza”.

Sulle future evoluzioni, Fioravanti ha concluso:

“Una delle possibili applicazioni riguarda la chirurgia transfenoidale dell’ipofisi. Il percorso sarà necessariamente graduale: partiremo dagli ambiti nei quali l’utilizzo del robot è già consolidato, per poi valutarne progressivamente le potenzialità nelle altre specialità”.