Cremona non dimentica Gianluca Vialli. Nel tardo pomeriggio del 5 gennaio 2026, nella chiesa di Cristo Re, si è svolta una messa in suffragio del grande campione cremonese, nel terzo anniversario della sua morte.

Un appuntamento sentito, partecipato e carico di emozione, in un luogo simbolo della sua vita, non solo sportiva ma anche umana: proprio in quell’oratorio Vialli aveva mosso i primi passi inseguendo un pallone, ignaro di un destino che lo avrebbe portato ai vertici del calcio mondiale.
Al Cristo Re il ricordo di Gianluca Vialli
Come già accaduto negli anni precedenti, la famiglia Vialli ha scelto una presenza discreta, lontana dai riflettori. I familiari non si sono seduti in prima fila, ma si sono uniti ai tanti cremonesi accorsi nel quartiere Po per rendere omaggio a Gianluca. Erano presenti i fratelli Nino, Maffo e Mila, insieme alla madre, condividendo il raccoglimento e la preghiera con la comunità.
A celebrare l’Eucaristia è stato don Giulio Brambilla, parroco di Cristo Re, che ha aperto la funzione con un pensiero dedicato al campione scomparso, ricordando Gianluca come una persona che “ora è nella pienezza del mistero di Dio”. Parole semplici, ma profonde, che hanno dato il tono a una celebrazione improntata alla sobrietà e al ricordo autentico.
Sull’altare, due piccoli quadri dedicati a Vialli hanno attirato l’attenzione dei fedeli. Segni spontanei di affetto che sembravano idealmente collegarsi al murales che campeggia sul campo da calcio dell’oratorio accanto alla chiesa, una testimonianza permanente del legame tra il campione e la sua città.
Dignità e coraggio
Il 5 gennaio 2023, a 58 anni, Gianluca Vialli si spegneva a Londra, al Royal Marsden Hospital, dopo una lunga battaglia contro un tumore al pancreas, diagnosticato nel 2017. Una malattia affrontata con grande dignità e coraggio, senza mai nascondersi, ma anzi scegliendo di raccontare la propria esperienza attraverso libri e interviste, per offrire conforto e speranza a chi si trovava ad affrontare prove simili. Lui stesso definiva la malattia “l’ospite indesiderato”, contro il quale non ha mai smesso di lottare.
Nato a Cremona il 9 luglio 1964, Vialli crebbe calcisticamente tra l’oratorio di Cristo Re e i settori giovanili di Pizzighettone e Cremonese. In maglia grigiorossa divenne professionista e fu protagonista della storica promozione in Serie A del 1984 con Emiliano Mondonico in panchina. Da lì una carriera straordinaria con Sampdoria, Juventus e Chelsea, costellata di trofei e successi che lo hanno consacrato tra i più grandi attaccanti degli anni Ottanta e Novanta.
Importanti anche i traguardi da allenatore del Chelsea, così come l’esperienza da opinionista e l’impegno nel sociale, in particolare con la Fondazione Vialli e Mauro. Nel 2021, nonostante la malattia, fu una figura chiave nella vittoria dell’Europeo con la Nazionale italiana, nel ruolo di capo delegazione, accanto all’amico Roberto Mancini.
A tre anni dalla sua scomparsa, Gianluca Vialli resta una presenza viva nella memoria collettiva: non solo un campione di sport, ma un esempio di umanità, resilienza e speranza che continua a parlare al cuore di Cremona e non solo.