nel cremasco

Schiaffo dall'ex fidanzato tossicodipendente e alcolizzato: barista finisce in ospedale col timpano lesionato

L'ennesimo episodio di violenza sulle donne arriva dal comasco: la vittima questa volta ha però deciso di raccontare la sua storia.

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Uno schiaffo violento dopo un ultimo pesante diverbio e una giovane barista si ritrova con un timpano lesionato. Il finale di una storia d’amore (che amore purtroppo non è) e di un rapporto di lavoro che, davvero, la ragazza non poteva immaginare quando ha accolto un cliente prima nel suo locale - che si trova in un paese del Cremasco - e poi nella sua vita.

Un’amicizia nata un paio di anni fa che via via scivola verso un sentimento più profondo e una collaborazione. Il ragazzo è simpatico e ci sa fare al bancone, ma col tempo spariscono dei soldi. In paese corre voce che dietro vi sia una storia di tossicodipendenza, ma lo strappo tra i due riesce ad essere ricucito, il ragazzo è alla ricerca di un’occupazione e mostrato buona volontà, quindi perché non trasformare un semplice aiuto in un tirocinio vero e proprio? Tutto a posto dunque. Invece no.

La rottura e la droga

Qualcosa ha continuato a non funzionare in quel ragazzo stazzato, che prima è ripiombato nella tossicodipendenza e poi ha cominciato a bere di nascosto. Difficile però farla sotto il naso a una barista... E questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, fine della relazione e del rapporto di lavoro. Ma quando ci sono dei sentimenti in ballo è più difficile dare un taglio netto, è chiaro, e di fronte alla richiesta di non essere lasciato senza lavoro la giovane cede. Tutto però continua come prima, e i rapporti si inaspriscono. Un vero e proprio incubo, che purtroppo si trascina fino a un punto di non ritorno.

"Fingeva di volermi stare vicino ma continuava a bere"

"Due settimane fa ho cercato di cacciarlo via e ha cominciato a tirare calci a qualsiasi cosa nel mio bar - ha raccontato ancora profondamente scossa ma determinata a non lasciar cadere nel silenzio la violenza subita - a quel punto anch’io ho dato un calcio alla sua bici e mi ha lanciato contro una scopa, al rientro nel locale mi ha spinto la porta addosso e io ho reagito riuscendo a chiuderlo fuori. Ho preso la sua roba e gliel’ho riconsegnata buttandola dalla finestra, ma lui l’ha scardinata e mi è caduta addosso".

Poi le acque si sono calmate e il giorno dopo il tirocinante è tornato come nulla fosse. Ormai però il bar era diventato una polveriera.

"Fingeva di volermi stare vicino ma continuava a bere a frequentare un’altra persona, non sono stupida... Poi sabato scorso è scoppiato l’ennesimo litigio - ha ricordato pallida in viso e con gli occhi lucidi la barista - mi aveva raccontato un sacco di frottole e mi sono sentita ferita: mi mancava l’aria e mi sono chiusa in bagno, stavo male ma lui mi ha seguita due volte e non ha smesso di inveire, sferrando anche un calcio contro il muro a pochi centimetri da me, tremavo... Una giornata infernale, poi la sera l’ho visto con un bicchiere in mano che poi ha gettato di fretta nel lavandino».

La lite è degenerata diventando violenta

La lite è scoppiata ancora furibonda, due clienti se ne sono andati di corsa, una sola è rimasta ancora un po’, ma spaventata. La barista ha telefonato alla madre del dipendente che è arrivata poco dopo, ma le cose sono degenerate.

"Alla fine la colpa era mia, ero io ad averlo esasperato, allora ho tirato fuori i soldi della settimana e gli ho detto di andarsene ma per tutta risposta me li lanciati in faccia e mi ha colpito" ha concluso con il cuore gonfio di angoscia.

La ragazza ha chiamato i carabinieri e il giovane se n’è andato. Recatasi in seguito al Pronto soccorso dell’ospedale di Treviglio le è stata diagnosticata la lesione del timpano sinistro a causa del trauma, per fortuna non permanente. Quella che sarà ancor più difficile rimarginare è però la ferita in fondo all’anima.

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