L’Ufficio Immigrazione della Questura di Cremona ha eseguito 9 espulsioni con accompagnamento ai CPR verso soggetti stranieri pluripregiudicati e pericolosi. Tra i rimpatriati figura anche un 41enne scarcerato dal carcere cittadino, individuato come leader radicalizzato e violento.
9 espulsioni in poche settimane
Controlli a tappeto, rintracci sul territorio e trasferimenti immediati direttamente dai cancelli del carcere. È un’operazione ad alto impatto quella messa in atto nei giorni scorsi dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Cremona, che ha portato all’esecuzione di 9 provvedimenti di espulsione con accompagnamento coattivo nei Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR).
L’attività, mirata a garantire la sicurezza pubblica e il contrasto all’immigrazione clandestina nella provincia cremonese, ha riguardato cittadini stranieri gravati da pesanti precedenti penali e considerati concretamente pericolosi per l’ordine cittadino.
Detenuto radicalizzato trasferito al CPR di Milano
Tra gli interventi più rilevanti figura quello eseguito nei confronti di un cittadino marocchino di 41 anni. L’uomo è stato prelevato dagli agenti della Polizia di Stato direttamente alla Casa Circondariale di Cremona non appena varcata la soglia della scarcerazione, dopo aver scontato una condanna a 6 anni e 4 mesi per produzione e traffico illecito di stupefacenti, ricettazione e rapina.
Durante la permanenza nel carcere cittadino, il 41enne era finito sotto stretta osservazione per indicatori di radicalizzazione religiosa e proselitismo. Con condotte aggressive e oppositive verso la Polizia Penitenziaria, il soggetto era riuscito a ritagliarsi un ruolo da “leader” tra gli altri detenuti della stessa etnia. Un profilo di elevata pericolosità, confermato anche dal passato criminale costellato da reati d’armi, violenza, resistenza a pubblico ufficiale e reati contro il patrimonio, che ha spinto la Questura a disporne l’immediato scorta verso il CPR di Milano tramite due equipaggi dedicati.
Scarcerazioni e rimpatri
La task force dell’Ufficio Immigrazione ha agito su più fronti tra la fine di settembre e la metà di ottobre, intercettando soggetti pericolosi sia all’uscita dal carcere sia durante i controlli sul territorio provinciale.
I trasferimenti nei vari centri nazionali hanno riguardato:
- 28 settembre: un cittadino libico di 21 anni, scarcerato e con precedenti per furto e ricettazione, scortato al CPR di Milano.
- 29 settembre: un cittadino egiziano di 40 anni, condannato per possesso e fabbricazione di documenti falsi e lesioni personali, trasferito al CPR di Milano dopo la scarcerazione.
- 1° ottobre: un cittadino tunisino di 58 anni, con reati per maltrattamenti in famiglia, lesioni e reati contro la pubblica amministrazione, accompagnato al CPR di Gorizia.
- 1° ottobre: un cittadino marocchino di 35 anni, con precedenti per incendio aggravato, tentato omicidio doloso, minaccia e danneggiamento, trasferito al CPR di Gorizia.
- 2 ottobre: un cittadino marocchino di 51 anni, gravato da reati che vanno dallo spaccio all’attentato alla sicurezza dei trasporti pubblici, invasione di edifici e lesioni, scortato al CPR di Gorizia.
- 8 ottobre: un cittadino marocchino di 29 anni, con precedenti per droga, danneggiamento e simulazione di reato, condotto al CPR di Milano.
- 10 ottobre: un cittadino albanese di 31 anni, con condanne per furto, rapina e reati sulle armi, scortato al CPR di Potenza.
Rintracci sul territorio provinciale
Oltre ai soggetti prelevati a fine pena dalla struttura penitenziaria, le attività di controllo dell’Ufficio Immigrazione si sono estese al capillare monitoraggio delle strade e dei quartieri cremonesi.
Il 12 ottobre 2026, infatti, le forze dell’ordine hanno rintracciato sul territorio nazionale un cittadino cubano di 29 anni. Il giovane, sconosciuto alle regole sul soggiorno e già gravato da precedenti per ricettazione, furto e utilizzo indebito o falsificazione di carte di credito, è stato bloccato e trasferito al CPR di Milano in attesa dell’allontanamento definitivo dal Paese.

