INFRASTRUTTURE

Ponte “Verdi” sul Po, il punto sui lavori da 20 milioni: conclusa la parte inferiore della pila 60, scatta la fase 2 in alveo

Sopralluogo congiunto in barca dei Presidenti delle Province di Parma e Cremona insieme al Comune di Roccabianca. La magra del fiume condiziona il cantiere della pila 61, ma il transito dei veicoli resta garantito per salvare la campagna agricola

Ponte “Verdi” sul Po, il punto sui lavori da 20 milioni: conclusa la parte inferiore della pila 60, scatta la fase 2 in alveo

Proseguono i lavori di consolidamento del ponte Verdi sul Po tra Cremonese e Parmense: completata la prima fase sulla pila 60, mentre si attende l’avvio degli interventi sulla pila 61. Il cantiere, finanziato con 20 milioni di euro, procede senza interrompere il traffico sul collegamento strategico tra i territori.

Ponte Verdi sul Po

Proseguono gli interventi di messa in sicurezza del ponte Verdi sul fiume Po, infrastruttura strategica che collega il territorio cremonese con quello parmense. Il cantiere, finanziato con 20 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture, entra in una nuova fase con il completamento delle opere sulla parte inferiore della pila 60 e la preparazione delle attività sulla vicina pila 61, entrambe situate nell’alveo del Grande Fiume.

A fare il punto sull’avanzamento dei lavori sono state le Province di Cremona e Parma, insieme al Comune di Roccabianca, attraverso un sopralluogo tecnico congiunto effettuato direttamente nell’area interessata dagli interventi.

Sopralluogo in alveo

La verifica ha riguardato le due pile centrali più delicate del progetto: la pila 60, la prima che si incontra arrivando da Parma verso Cremona, e la successiva pila 61. Le operazioni di consolidamento sono particolarmente complesse perché interessano strutture immerse nel corso del Po e richiedono condizioni idrauliche adeguate per consentire il trasporto dei materiali e garantire la sicurezza degli operatori.

All’incontro hanno partecipato i presidenti delle Province di Cremona e Parma, Roberto Mariani e Alessandro Fadda, insieme ai tecnici dei due enti e ai rappresentanti dell’impresa Nautilus, incaricata dell’esecuzione dei lavori. Il cantiere è stato affidato al consorzio composto da Steelconcrete Consorzio Stabile di Verona (mandataria), Locapal S.r.l. di Venezia e Nautilus S.r.l. di Venezia.

Da sinistra Mariani, Lui, Fadda, Gattara e Catellani

Terminata la prima fase sulla pila 60

Sulla pila 60 si è conclusa la parte inferiore dell’intervento, con il completamento del getto di calcestruzzo nelle strutture già predisposte con le cosiddette “camicie”, elementi utilizzati per rinforzare i pali esistenti e creare una protezione aggiuntiva.

Ora il programma prevede il consolidamento della parte superiore della pila, passando dall’adeguamento del cordolo centrale fino alla parte più alta dei piloni.

“Sulla pila 60 si è concluso il getto di calcestruzzo nella parte inferiore, quella dove erano già stata collocate le cosiddette camicie, ossia le opere che consentono di rinforzare i pali, creando una sorta di guscio. Il prossimo passaggio è l’adeguamento del cordolo presente a metà dei piloni, prima di procedere con la parte più alta dei piloni. Per intervenire sulla pila 61, invece, sarà necessaria una maggiore portata del fiume grazie alla quale sarà possibile trasferire il materiale di lavoro, stoccato a Casalmaggiore, sino al ponte Verdi. Al termine saranno realizzati quattro nuovi pali per ciascuna delle due pile in alveo: la 60 e la 61. Terminati questi interventi potremo tornare ad operare sull’impalcato”, ha spiegato Giovanni Catellani, dirigente del Servizio infrastrutture della Provincia di Parma.

Attesa per l’avvio dei lavori sulla pila 61

Per la pila 61 sarà invece necessario attendere un miglioramento delle condizioni del Po. L’attuale fase di magra del fiume rende più difficoltose le operazioni di trasporto dei materiali e le attività logistiche del cantiere.

“Monitoriamo costantemente i lavori sul ponte Verdi – spiega il presidente Fadda -. Oggi lo abbiamo fatto insieme ad amministratori e tecnici della Provincia di Cremona. Il nostro intento è quello di seguire ogni passaggio. Abbiamo constatato il raggiungimento della metà dei lavori necessari sulla pila 60, mentre per la pila 61 serviranno condizioni idrografiche migliori, rispetto all’attuale magra del Po, per consentire la navigabilità e, di conseguenza, il trasporto del materiale necessario alla messa in sicurezza dei lavoratori e al successivo intervento per la pila 61”.

Il collegamento resta aperto al traffico

Uno degli obiettivi principali delle amministrazioni coinvolte è quello di garantire la continuità del collegamento viario durante lo svolgimento del cantiere.

Il sindaco di Roccabianca Alessandro Gattara ha sottolineato l’importanza del mantenimento della viabilità:

“Il passaggio dei veicoli sul ponte continua ad essere garantito e, questo, è sempre stato l’obiettivo primario nelle richieste dei territori locali alla Provincia, sin dall’inizio dei lavori: un aspetto fondamentale per garantire collegamenti a cittadini, lavoratori nel settore dell’agricoltura e negli altri settori”.

Un aspetto particolarmente rilevante in questo periodo, caratterizzato dall’avvio delle raccolte agricole.

“Il sopralluogo congiunto è stato un momento molto importante di sinergia tra amministrazioni pubbliche ed imprese esecutrici dei lavori. È fondamentale che gli interventi proseguano in maniera celere e che le operazioni possano essere possibili senza la chiusura totale dell’infrastruttura a maggior ragione in questo periodo durante il quale stanno entrando nel vivo le raccolte di mais e pomodoro da industria con un notevole interscambio tra le due sponde del Po. Non mancano le difficoltà, dovute alla magra del fiume, ma l’impegno è massimo. Ringraziamo la Provincia di Parma e le imprese che stanno portando avanti, con professionalità, l’intervento”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Cremona Roberto Mariani.

Ponte Verdi, un’infrastruttura lunga oltre due chilometri e mezzo

Il ponte Verdi, lungo la strada provinciale numero 10, rappresenta un collegamento fondamentale tra Polesine Zibello e Roccabianca, nel Parmense, e San Daniele Po, in provincia di Cremona.

La struttura si estende per 2.560 metri complessivi: circa 560 metri attraversano direttamente l’alveo del Po, mentre i restanti 2.000 metri si sviluppano sulla golena fluviale fino all’argine maestro.

Realizzato in cemento armato e cemento armato precompresso, il ponte è stato aperto al traffico nel 1980 ed è composto da 60 campate, ciascuna formata da quattro travi, per un totale di 240 elementi strutturali da monitorare e risanare.

Negli ultimi anni sono stati effettuati diversi interventi di manutenzione straordinaria, resi necessari anche dal progressivo deterioramento di alcune parti della struttura e dai danni provocati dal passaggio di mezzi pesanti non autorizzati.

Già nel 2021 la Provincia di Parma aveva concluso un precedente intervento finanziato dal Ministero con 6 milioni di euro, che aveva consentito il ripristino di 21 travi, il consolidamento dei pulvini nella parte del ponte sull’alveo inciso e alcuni lavori urgenti sui piloni immersi nell’acqua.