A Cremona sono state depositate 1.596 Disposizioni Anticipate di Trattamento (una ogni 175 abitanti), piazzando la provincia al 62° posto in Italia per adesione al testamento biologico. Il dato emerge dal report aggiornato a dicembre 2025 dell’Osservatorio promosso dall’Associazione Luca Coscioni su scala nazionale e regionale.
Testamenti biologici a Cremona
A Cremona e provincia si conta una Disposizione Anticipata di Trattamento (DAT) ogni 175 abitanti, con un totale di 1.596 DAT depositate nei Comuni del territorio dall’entrata in vigore della legge. È quanto rivelano i dati ufficiali raccolti dall’Osservatorio promosso dall’Associazione Luca Coscioni, aggiornati a dicembre 2025. Nel panorama nazionale, la provincia cremonese si posiziona al 62° posto nella graduatoria italiana per testamento biologico tra la popolazione residente.
La mappa lombarda
La Lombardia si colloca complessivamente nella fascia medio-alta della classifica nazionale, occupando il 10° posto con una media regionale di un documento depositato ogni 149 residenti. Tuttavia, l’analisi territoriale mostra un andamento a due velocità.
A guidare la graduatoria regionale sono la provincia di Varese (7° posto nazionale, una DAT ogni 104 residenti e 6.469 atti), Milano (31° posto, una ogni 138 residenti e 19.831 atti), Como (34° posto, una ogni 142) e Brescia (48° posto, una ogni 157 residenti e 6.124 atti).
Seguono Bergamo (52° posto, una DAT ogni 167 residenti) e Lecco (55° posto, una ogni 169). Cremona si inserisce subito dopo, al 62° posto complessivo, precedendo di poco Pavia (63° posto, una ogni 177 residenti e 2.384 atti), Monza e Brianza (64° posto, una ogni 178 e 4.126 atti), Lodi (65° posto, una ogni 179 e 1.072 atti) e Mantova (68° posto, una ogni 182 residenti e 1.853 atti).
Il report
Il quadro conoscitivo nasce da un’indagine diretta condotta tramite accesso agli atti generalizzato (FOIA) inviato a tutti i 7.894 Comuni italiani. Il report dell’Osservatorio costituisce l’unico monitoraggio sistematico attualmente disponibile a livello nazionale sul tema delle disposizioni anticipate di trattamento, a causa dell’assenza della Relazione ufficiale del Ministero della Salute e della mancata attivazione di campagne informative istituzionali dedicate al diritto di scelta sul fine vita.
Sulla situazione del diritto all’autodeterminazione sanitaria sono intervenuti Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivo ruolo di Segretaria Nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni:
“Senza il diritto alla conoscenza, gli altri diritti restano solo sulla carta. Da sette anni il popolo italiano è tenuto all’oscuro del diritto, che esiste, a scegliere le modalità del proprio fine vita. Per quanto riguarda la conoscenza delle disposizioni anticipate di trattamento, la situazione sta finalmente migliorando, anche se troppo lentamente, grazie esclusivamente all’attività di organizzazioni, come l’associazione Luca Coscioni e poche altre, e singole persone che non si rassegnano all’ignoranza imposta dallo Stato italiano. I risultati ottenuti ci spingono a insistere con ancora più determinazione”.
Come funziona la scelta sulle cure e la figura del fiduciario
Le Disposizioni Anticipate di Trattamento consentono a qualsiasi cittadino maggiorenne di esprimere preventivamente le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, accertamenti diagnostici e terapie, da far valere nell’eventualità di una futura incapacità di autodeterminarsi.
Attraverso la compilazione del documento è possibile indicare l’accettazione o il rifiuto di singole prestazioni mediche, nominare un fiduciario che rappresenti il sottoscrittore nelle relazioni con i medici, esprimere il consenso alla donazione del proprio corpo alla ricerca scientifica e autorizzare la trasmissione delle informazioni alla Banca Dati nazionale.
La Cellula Coscioni di Milano organizza in collaborazione con il Municipio 1 del Comune di Milano uno sportello informativo sulle disposizioni anticipate di trattamento (DAT). Il servizio è gratuito e su appuntamento, scrivendo a cellulamilano@associazionelucacoscioni.it.