Migliora a Cremona la situazione sul fronte della cassa integrazione. Il dato emerge dal rapporto della UIL Lombardia, che evidenzia però un quadro a più velocità, con alcune province ancora alle prese con un aumento del ricorso agli ammortizzatori sociali.
Cassa integrazione, calo del 19,9% in provincia di Cremona
Nei primi sei mesi del 2026 le ore autorizzate di cassa integrazione sono scese del 19,9% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Tra gennaio e giugno 2026 in provincia di Cremona sono state autorizzate 1.037.872 ore di cassa integrazione, in diminuzione del 19,9% rispetto all’anno precedente. Le performance migliori della regione riguardano Brescia, Bergamo, Mantova e Sondrio (-38,3%).
Aumenta esponenzialmente sul territorio, invece, la cassa integrazione straordinaria (CIGS), da 2.916 a 261.592 ore.
Lombardia in miglioramento, ma non ovunque
Nel complesso, in Lombardia le ore di cassa integrazione autorizzate sono diminuite del 14,4%, passando da 55,9 a 47,8 milioni. Un miglioramento che, però, nasconde differenze importanti tra i territori.
Solo Varese (+59,8%), Lecco (+23,6%) e Como (+5,6%) hanno registrato un aumento delle ore autorizzate. In tutte le altre province il ricorso alla cassa integrazione è diminuito, seppur con intensità diverse.
La classifica lombarda provincia per provincia:
| Territorio | Ore 2026 | Var. totale | Var. CIGS |
| Varese | 11.299.710 | +59,8% | +475,6% |
| Lecco | 2.784.598 | +23,6% | +186,2% |
| Como | 4.796.332 | +5,6% | +93,6% |
| Lodi | 440.166 | -17,4% | +203,2% |
| Cremona | 1.037.872 | -19,9% | da 2.916 a 261.592 |
| Milano | 7.049.812 | -22,7% | -13,6% |
| Monza Brianza | 2.498.638 | -25,1% | -29,1% |
| Pavia | 929.210 | -25,3% | +32,4% |
| Brescia | 8.627.224 | -34,4% | -39% |
| Bergamo | 6.195.098 | -37,1% | -46,5% |
| Mantova | 1.835.162 | -37,2% | -70,5% |
| Sondrio | 346.924 | -38,3% |
UIL: “Attenzione alla cassa integrazione straordinaria”
Secondo la UIL Lombardia, il quadro resta positivo ma richiede prudenza. Se da un lato il ricorso complessivo alla cassa integrazione è in calo, dall’altro la componente straordinaria continua a rappresentare una quota significativa del totale regionale, indice di crisi aziendali e processi di riorganizzazione ancora aperti.
Per il sindacato il miglioramento dei dati non deve far abbassare la guardia: l’attenzione dovrà concentrarsi soprattutto sui territori e sulle filiere produttive che continuano a mostrare segnali di difficoltà.