La raccolta del pomodoro da salsa in Lombardia è partita con circa dieci giorni di anticipo a causa del caldo intenso, con prime rese in calo del 10%. Coldiretti lancia l’allarme per le prossime settimane: se le alte temperature continueranno, potrebbero aumentare i cali produttivi del comparto.
Il caldo anticipa la raccolta del pomodoro
È iniziata con circa dieci giorni di anticipo rispetto alla media degli ultimi anni la raccolta del pomodoro da salsa in Lombardia. A spingere l’avvio delle operazioni nei campi sono state le ripetute ondate di caldo che hanno interessato la regione, accelerando la maturazione delle colture.
A fare il punto sulla campagna è Coldiretti Lombardia, che segnala una situazione ancora caratterizzata da luci e ombre: se da un lato la qualità del prodotto raccolto risulta soddisfacente, dall’altro le prime stime indicano una riduzione delle quantità.
Prime rese in calo: pesano caldo e siccità
Secondo le valutazioni dell’organizzazione agricola, sui primi raccolti lombardi si registra una diminuzione media delle rese intorno al 10% rispetto alla norma. A incidere sono soprattutto le temperature elevate e persistenti, che hanno messo sotto pressione le coltivazioni nella fase più delicata dello sviluppo.
Situazione più complessa in alcune aree del Mantovano, dove episodi locali di maltempo estremo, con grandinate e trombe d’aria, hanno aggravato gli effetti del caldo. In questi casi, spiega Coldiretti Lombardia, le perdite produttive possono arrivare fino al 30%.
Il timore per le varietà a maturazione più tardiva
La maggiore preoccupazione riguarda ora i pomodori che raggiungeranno la maturazione nelle prossime settimane. Se le temperature elevate dovessero proseguire, infatti, il rischio è quello di un ulteriore peggioramento delle rese. Il caldo eccessivo protratto nel tempo può compromettere il ciclo della pianta, impedendo ai fiori di trasformarsi correttamente in frutti.
La fase di agosto sarà quindi determinante per capire l’andamento complessivo della campagna del pomodoro da industria in Lombardia.
Mantova e Cremona al centro della produzione regionale
In Lombardia il pomodoro da salsa rappresenta una coltura agricola di grande rilievo, con circa 10 mila ettari coltivati. Oltre il 70% delle superfici si concentra tra le province di Mantova e Cremona, territori storicamente legati alla produzione del pomodoro destinato alla trasformazione. La campagna interessa migliaia di aziende agricole e coinvolge un’intera filiera che comprende coltivazione, raccolta e lavorazione industriale.
Comparto strategico per l’agroalimentare italiano
A livello nazionale il pomodoro rappresenta uno dei simboli della produzione agroalimentare italiana e un ingrediente fondamentale della dieta mediterranea e della cucina italiana riconosciuta come patrimonio Unesco.
La filiera coinvolge circa 7 mila aziende agricole, oltre 100 imprese di trasformazione e circa 10 mila lavoratori, distribuiti su una superficie coltivata complessiva di circa 70 mila ettari.
Un settore che continua però ad affrontare anche le sfide legate alla tutela del prodotto italiano e alla trasparenza delle informazioni per i consumatori.
Attenzione ai prodotti ottenuti da concentrato estero
Tra le criticità evidenziate da Coldiretti c’è anche il tema dell’origine del pomodoro trasformato. L’organizzazione agricola richiama infatti l’attenzione sulla possibilità, prevista dalle norme doganali sull’ultima trasformazione sostanziale, di commercializzare come italiani prodotti realizzati attraverso lavorazioni effettuate in Italia ma ottenuti da materia prima proveniente dall’estero.
Nel caso del pomodoro, il riferimento riguarda in particolare alcuni sughi prodotti utilizzando concentrato importato dalla Cina. La campagna 2026 si apre dunque in Lombardia in anticipo rispetto al passato, condizionata dal caldo record e dalle difficoltà climatiche, ma con una filiera che resta strategica per l’economia agricola regionale e nazionale.